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contemporanea “al sangue”

Sulla metà brahmsiana (Secondo concerto per pianoforte e orchestra) dell’evento di ieri non mi soffemerei troppo, convinto come sono che i Berliner possano fornire una valida anzi robusta lettura di questo repertorio anche sospesi a testa in giù e muniti di una cuffia che trasmetta canzoni dei Boyzone al contrario (oggi mi son svegliato maluccio). Niente da dire neppure per la prova di “Fima” Bronfman, che avevo ammirato sempre nel secondo con Mehta in riva d’Arno, e che però ha scelto, nonostante il caloroso tributo finale del pubblico, di non concedere encores (colpa dei rigidi tempi imposti dal live broadcast?).

rattleIl vero gioiello della serata è invece la Terza sinfonia (1983) di Witold Lutosławski, eseguita dai Berliner e Sir Simon Rattle in maniera trascinante e straordinaria. Quasi incredibile considerare che l’ultima esecuzione alla Philharmonie fosse avvenuta nel 1985, sotto la direzione del compositore! Più di un quarto di secolo fa! La lettura vigorosa, a tratti furiosa, con squisito dettaglio timbrico all’interno di una partitura dai forti contrasti dinamici, testimonierebbe piuttosto una frequentazione intensa… che comunque avverrà anche nei prossimi mesi, in concomitanza col centenario dalla nascita di WL che cade nel 2013.

La Terza sinfonia è nota soprattutto per il ricorso alla personale, Lutosławskiana versione di “alea controllata” (si parva licet, una sorta di zona mista); in questo caso abbiamo passaggi in cui il compositore indica solo linea melodica e attacco ma l’indicazione di tempo è meramente approssimativa, così che ogni strumentista possa eseguire col proprio personalissimo tempo. In realtà c’è molto di più, Continua a leggere →

Berliner Philharmoniker: si riparte (civetta)

Stasera alle 19 il concerto di apertura dei Berliner. Sul podio Sir Simon, Brahms (secondo concerto, solista Bronfman), e Lutoslawski in programma – registratevi seguendo questo link  (cliccare sul pulsante rosso nella pagina e fornire un indirizzo email valido) per godervelo gratuitamente sul vostro computer in live streaming. Poi magari ne parliamo!

Brahms’s in the mood

Nello stretto giro di otto giorni lavorativi, l’integrale di sinfonie e concerti del Nostro. Un po’ faticoso, ma niente affatto male. Un direttore che, come ognun sa, ha per questo compositore una vera predilezione, trasmessagli addirittura dal padre e catalizzata dagli anni viennesi di studio. Solisti di gran rango. Orchestra sui soliti alti livelli. Che volere di più?
Eppure esco da questa full immersion col bicchiere pieno a tre quarti in rapporto all’optimum che è lecito pretendere da assi di briscola come questi.
Il Maggio e Mehta sono giunti a proporre cose davvero eccellenti, come le due sinfonie mediane, la Seconda (in assoluto la prova migliore del ciclo, un ideale riferimento) e la Terza (nonostante un avvio distratto degli ottoni). Per converso, ho ascoltato una Prima assai più svogliata di quella di due anni or sono, ed una Quarta – ieri – in cui il primo movimento sembrava in certi passaggi una pagina di Ciaikoskij (non a caso atout molto forte di ZM), e in cui le variazioni  dell’ultimo movimento erano molto appesantite. Continua a leggere →

etude op. 10 n. 12

generosissimo “Fima” Bronfman ieri sera: dopo il Concerto brahmsiano ha offerto i lunghissimi Arabeske di Schumann (il famoso campo di battaglia, tra gli altri, del compianto Economou) e lo studio di Chopin, che il ragazzo dietro di me e Duccio in galleria han beccato sùbito (io invece sono un po’ arrugginito).
Come dimostra questo encore bavarese dell’anno passato, il pezzo è stabilmente nel repertorio del pianista russo-israeliano.