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Eroine (d’opera!) a Villa Bertelli (ultimi giorni)

Ancora fino a lunedì 31 a Villa Bertelli, con ingresso libero e orario 17-23, potrete ammirare carteggi foto e testimonianze su Giorgio Strehler, ma più emozionanti ancora mi sono parse le ricostruzioni di alcuni costumi originali da parte degli allievi del Corso di Sarti per lo spettacolo dell’Accademia Teatro alla Scala. In particolare la “primissima” Desdemona di Alfredo Edel (5 febbraio 1887), la prima Violetta milanese del 1859, le eroine pucciniane nelle vesti di Adolf Hohenstein. Le mostre sono simbiotiche in quanto la sala “strehleriana” ospita quattro abiti di rappresentazioni più recenti. Un piccolo slideshow via smartphone “no copyright infringement intended”.

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“satira antipiretica”: la rivista Aspirina

aspirina

“The cats will know” 😉

siamo a tutti gli effetti nel weekend, e come ogni fine settimana Villa Bertelli, al Forte, sarà aperta. Vi invito, da qui al 7 giugno, a spendere una mezz’oretta per visitare la mostra antologica di Aspirina, rivista acetilsatirica al femminile, prima cartacea, ora online. Ho trovato le vignette attuali, azzeccate, foriere di pensieri. Ne avevo fotografata qualcuna ma il sito della rivista raccoglie, in libera consultazione, tutto quello che avevo scorto, così mi limito a inserirne una e a linkare alla pagina coi dettagli. Andate!

Es funktioniert! Le Goldberg per trio d’archi a Villa Bertelli

mirobach

il Trio Mirò al lavoro su Bach 🙂 (foto mia)

Una delle benzine che alimentano il fuoco sacro di Johann Sebastian Bach presso la miriade di suoi appassionati è, oltre ovviamente al sublime della sua musica, il fatto che una medesima partitura possa essere proposta in diverse strumentazioni. Questo massimamente per L’arte della fuga, ove tra l’altro uno strumento principe non è nemmeno indicato; delle Variazioni Goldberg conoscevo invece versioni per clavicembalo o pianoforte, nonché la affascinante versione per arpa di Sylvain Blassel, uscita in cd non molti anni fa. Saputo quindi che stamattina a Villa Bertelli ci sarebbe stata un’esecuzione per trio d’archi, mi son prima un po’ preparato all’ascolto via youtube, poi son corso lì. Gli atout del matinée erano anche altri: l’ingresso gratuito e l’esecuzione da parte del Trio Mirò, ensemble lucchese formatosi nel 1981 per opera dei due fratelli Valenti (Carlo Alberto, violino & Claudio, viola) e del violoncellista Carlo Benvenuti.
L’interpretazione è stata buona, sempre nitida nel contrappunto e nell’intonazione, con una punta di eccellenza nella Variatio XIII (sarabanda), davvero inappuntabile.
A sé sta invece il ragionamento, valido per ogni trasposizione, sul “funzionamento”: per la positiva giocano l’estrema intellegibilità della struttura musicale, tripartita e quindi anatomizzata, se volete; in più mi è piacevolmente rimasto impresso l’uso del pizzicato nella Variatio XIX, che – come mi ha detto il violinista Carlo Alberto Benvenuti dopo il concerto – vuole restituire il colore del pianoforte. Peraltro questa risposta svela l’unico limite che ho ravvisato: l’impossibilità di dare questo colore quando invece occorrerebbe il forte e staccato. E l’ho ravvisato sull’ultima variazione (proposta anche come encore), il famoso Quodlibet, che dovrebbe essere fatto di melodie popolari… E dunque lo intendo come un festoso (e dinamicamente forte) ringraziamento che contrasti “propedeuticamente” col “naturalmente piano” dell’attacco dell’Aria da capo.
Ma questa è una mia lettura soggettiva, contrastante con quella del Trio che invece, forse ravvisandoci anche uno spirito domenicale di preghiera (in altri Autori il q. contiene anche citazioni da corali), ha scelto dinamiche soffuse. A differenza dei già linkati Raichlin/Imai/Maisky che (min. 51:20 ss.) si avvicinano di più alla mia visione (anche se continuo a preferire il q. per pf). Direi nel complesso che la versione per trio d’archi – da quanto ho sbirciato sul leggio, la più famosa, cioè quella di Dmitri Sitkovetsky anche se ne esistono altre, come quelle di Federico Sarudiansky o di Bruno Giuranna – tiene bene.

Post Scriptum per completezza: poche sensazioni mi ha suscitato, qualche minuto prima del concerto, lo sneak peek della mostra dedicata alle tele restaurate di Arturo Dazzi. Preferisco il Dazzi scultore, forse perché non mi esalta il soggetto dei suoi quadri – per lo più ritratti e nature morte/vive. Una rara eccezione per una bella Maternità che ho instagrammato in un particolare, giocoforza tagliando lo scuro busto incombente su madre e pupo.

Vie della scultura: ultima chiamata per il weekend

viescultura

ingresso al piano della mostra

avrei voluto visitare prima questa mostra, sin da quando Repubblica la inserì, in un giorno d’estate che ormai mi sfugge, tra le esposizioni da non mancare in Europa (!). Vedete voi che peso dare a questa inclusione; fatto sta che abito a un tiro di schioppo da Villa Bertelli e non potevo certo perdermi queste Vie della scultura. Bene, alla fine mi sono ridotto al penultimo weekend (quindi non posso che darvi una segnalazione in extremis per il prossimo fine settimana), però almeno ho goduto il gran privilegio di aggirarmi tra le sale in perfetta solitudine.
Sita al solo primo piano dell’ampio complesso, l’esposizione si visita adeguatamente già in mezz’ora. Le sale hanno pareti di un rosso “lynchiano” e l’illuminazione è ben posizionata.
Il programma artistico, come da sottotitolo dagli Uffizi per Forte dei marmi, deve molto al grande museo fiorentino, ma non tutto. Infatti per ognuno dei tredici artisti – scelti in base al loro rapporto privilegiato con la Versilia – vengono presentate due opere; se una – spesso un autoritratto, ma non sempre – è un disegno o comunque una realizzazione ospitata dalla Galleria fiorentina, dal Corridoio Vasariano o dall’esoterico Gabinetto disegni e stampe, l’altra invece, stavolta un’opera di scultura, promana da collezioni private o da botteghe d’arte e musei spesso limitrofi (tra tutte la casa-museo di Ugo Guidi che sta proprio a due isolati da qui; la Fonderia Massimo Del Chiaro e il museo dei bozzetti a Pietrasanta; la collezione Baronti di Montignoso). Un regime dicotomico e paritario, quindi.
Il livello qualitativo della proposta artistica è sufficientemente alto: volendo dare un voto, la curatrice Giovanna Uzzani passa l’esame con un bel 7+. Il prezzo di 6€ mi sembra congruo.
È vero: alcuni autori non mi hanno convinto, al di là di qualche venatura di critica sociale (i leoncini di Pistoletto), della spiccata autoironia (Barni, Fabre) o di afflati concettuali (Arman, peraltro autore di un considerevole studio sulla Battaglia di San Romano di Paolo Uccello); altri mi hanno lasciato in sospeso come Marino Marini (da sempre non mi conquista) o le opere qui proposte dei “3M-big”: Manzù, Moore e Messina. In compenso Guidi, Paladino, Dazzi e direi soprattutto le splendide realizzazioni di Vangi e Mitoraj mi hanno affascinato immediatamente e senza riserve, oltre l’inevitabile refolo di emozione contemplando un meraviglioso tuttotondo in gesso quale La nascita di Venere e pensando alla recentissima dipartita del Maestro polacco.
Orsù dunque: vi consiglio caldamente (tanto dopo la frescata prevista per domani torneranno, a quanto pare, le consuete calure innaturali), di concedervi almeno un mordi e fuggi sulla costa per onorare questa iniziativa nel weekend a venire. Ce n’è bisogno, perché da un lato occorre incoraggiare la direzione artistica della Villa che, dopo esser stata ferma un bel po’, si sta timidamente e con buon gusto affacciando alla cultura di qualità (si ricordi anche la mostra primaverile ArtClub cui ho accennato due post più addietro); dall’altro c’è da farlo supplendo a un certo menefreghismo degli abitanti della zona, non solo vacanzieri ma anche stanziali (almeno le cavie da me intervistate al riguardo).
Attenzione agli orari: troverete aperto solo da venerdì pomeriggio 16,30-19:30;  poi sab e dom 10-13 e 16:30-19:30.
Nota di merito: i proventi del catalogo (costo 22€) sono devoluti all’associazione Un cuore, un mondo ONLUS per la lotta alle cardiopatie congenite.

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Cose che ho visto e che vedrò / vedrete

Il blocco dello scrittore non esiste solo per le prove di creatività, ma può interessare anche una misera blog entry. Così avrei dovuto riportarvi, se non in diretta, almeno in leggera differita le impressioni da alcune mostre che ho visitato; ciò principalmente per incoraggiarvi o meno a visitarle quando erano ancora in corso. In tre occasioni, invece, uno stato d’animo ostile alla scrittura ha avuto il sopravvento. Altro però è ancora visitabile, e dunque intendo rimediare.
COSE CHE HO VISTO
Innanzitutto, la mostra su Pontormo e Rosso, che mi sono goduto per benino profittando della benevolenza altrui, e per giunta munito di una guida d’eccezione (sosia della giovane Maria nella Visitazione, provolone dixit). Una bellissima esposizione che, reclamizzata adeguatamente, spero abbiate potuto visitare, e che dà conto dell’approccio visionario (nel Rosso, fin quasi al sacrilegio) dei due Maestri, affiancati con benevolenza da Andrea del Sarto. Assieme alle tele c’erano anche tantissimi disegni preparatori di grande fascino, alcuni dall’Albertina. Ho imparato, tra l’altro, che certi capolavori ospitati alla SS.Annunziata si possono visitare solo un giorno l’anno, il 18 ottobre (San Luca), quindi estote parati. Dinanzi alla Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto ho avuto anche l’allucinazione (??) che il fumo nero avesse nella parte destra (tra l’angioletto che guarda in giù e la veste rossa) occhio becco e artigli di grifone, quindi pensavo che le arpie fossero lì dietro, in agguato (e invece sono o dovrebbero essere, secondo Vasari, le figure del piedistallo). Insomma ero coinvolto perfino lisergicamente e la mostra non andava lasciata passare.

arpie

Lo vedete anche voi il grifone?

Meno probabile, perché fuori dal giro e poco reclamizzata, che abbiate visto l’esposizione della collezione di Art Club a Villa Bertelli. Sono riuscito a vederla anche grazie al fatto che contestualmente, una domenica, si è tenuto un concerto di musica da camera con l’amica Giulia Maria Dori tra i protagonisti… Anche qui si è trattato di una mostra notevole, ben presentata, contenutisticamente composita: circa 70 opere di 51 protagonisti del 900, che citare per intero sarebbe impossibile; mi limito ai capolavori di Afro, Casorati, Vedova, quelli che mi hanno colpito di più.

giuliannannetti

sinestesie: Giulia e Luigi Nannetti, alle spalle Casorati Maccari etc.

Ho trovato trascurabile invece, la mostra su Pollock, almeno nella sua parte ospitata in Palazzo Vecchio (le installazioni erano in San Firenze). Due stanzette buttate lì, e tralascio le polemiche che hanno accompagnato la curatela dell’esposizione: una di un certo interesse (i disegni di studio su Michelangelo) ma tecnicamente transitoria rispetto alle fasi della dissoluzione della figura e del dripping; l’altra con una decina di tele (due assai belle: Composition with black pouring e Painting A), ma assolutamente inabile – quantitativamente e per assenza di un percorso cronologico – a restituire la complessità almeno quadrifasica del pensiero pittorico dell’Autore. La cosa migliore della mostra è stata ripercorrere gli appartamenti medicei e ammirare almeno tre capolavori: il tondo Mittler, la capella di Eleonora de’ Medici by Bronzino (toglie il fiato) e la Giuditta del Donatello che, situata nella stessa stanza in cui avevano messo lì l’edicola coi quadri, faceva un certo contrasto. Della mostra su Pollock non avrei potuto scrivere in tempo perché l’ho visitata il giorno di chiusura.
COSE CHE VEDRETE
Ho passato il ponte di Ferragosto in fair Verona, scarpinando per tre giorni e poi rifocillandomi grazie alle amorevoli e amicali cure di Angelica e Bernardo, l’amico ritrovato dai tempi di diritto amministrativo (MCMXC). Verona è bellissima e ordinata nel flusso dei turisti, non la ricordavo così affascinante. Con Firenze e altre città d’arte condivide un doppio binario: pesca al turista luccio tramite i luoghi di Giulietta (assimilabili alla casa di Dante fiorentina o alla Musikhaus viennese) e invece grandi meraviglie, tra cui senz’altro le chiese, presso le quali è notevole l’incanto non appena si fa ingresso e si percepisce la colossale ampiezza dello spazio interno rispetto alle morigerate o anguste facciate (San Lorenzo ma anche Sant’Anastasia). Gran botta di culo, sommo godimento e gran presidio di civiltà: durante la visita al Duomo ci siamo sorbiti persino l’Adagio e fuga di Mozart, grazie al fatto che c’erano le prove aperte di un concerto gratuito per Ferragosto! Ottimi poi musei e gallerie in cui alla gran parte di notevoli autori operanti soprattutto in ambito territoriale (Liberale da Verona, il Bellini, il Turchi) fanno da contraltare una presenza massiccia di toscani alla Galleria di Arte Moderna (in cui la palma della bellezza va alla Malinconia di Hayez) e due capolavori di Pisanello: la Madonna della Quaglia al museo di Castelvecchio e il San Giorgio e la Vergine in Sant’Anastasia.
Ma è chiaro che una mezza giornata della mia visita è stata dedicata alla mostra del Veronese alla Gran Guardia. Esposizione spettacolare, non foss’altro che per la portata della collazione che riguarda almeno 50 musei e chiese in ogni angolo dell’orbe terracqueo. Poi c’è l’arte del sior Caliari, sublime per colori e ricerca sulla figura. Spiccano i tondi allegorici con le virtù teologali e la giustizia per il soffitto di San Sebastiano a Venezia, le quattro allegorie d’amore della National Gallery, e altre tele (come la “torinese” cena a casa di Simone) in cui il “cromatismo” è dolce ma esasperato come nel Tristan wagneriano. La mostra prosegue fino al 5 ottobre e non la potete mancare.

veronese

Un esaltato Bob giunto al termine della mostra 🙂

COSE CHE VEDRO’
Rimedierò al mio gap comunicativo su Villa Bertelli visitando a brevissimo la mostra di sculture provenienti dagli Uffizi e anche stavolta largamente rappresentativa del ‘900. Speriamo in suo successo dacché, per quanto può valere (ma a livello di battage vale eccome), Repubblica l’ha segnalata la scorsa domenica tra le esposizioni da non perdere in Italia ed Europa!

Julia At An Exhibition

Ci scriviamo da tempo ma ci siamo conosciuti de visu solo due settimane fa, quando Giulia Maria Dori, docente di pianoforte presso l’ACSM del Forte ha tenuto, assieme a Carla Mordan (violino) Roberto Ghilarducci (pianoforte) e Luigi Nannetti (flauto) il primo di tre concerti domenicali a Villa Bertelli, con un programma ricercato (io conoscevo solo Nigun di Bloch, eseguito da Mordan/Ghilarducci). Sono mancato domenica scorsa ma salvo imprevisti credo che ci sarò questa domenica, 25 maggio ossia election day, quando oltre al matinée – musiche di Casella, Dvorak e Grieg; formazione Giulia Luigi e come secondo pianista Alessandro Salvatori – si potranno ammirare circa settanta opere di pregiatissimi autori del Novecento. Una rassegna spettacolare: per limitarsi a chi mi piace massimamente, De Pisis, Balla, Maccari, Sironi… Normalmente l’ingresso ai concerti domenicali è gratuito ma questa volta cumulandosi con la collezione è di soli 5 euro… spero di vedervi numerosi. Se proprio non ce la fate per domenica la mostra prosegue sino al 20 luglio, però sarebbe un peccato perdersi questa sinestesia.
Tutte le informazioni sul sito della Villa.

da sx: Roberto, Giulia, Carla e Luigi, applauditissimi al termine del concerto dell'11 maggio in Villa

da sx: Roberto, Giulia, Carla e Luigi, applauditissimi al termine del concerto dell’11 maggio in Villa

taccuino del Versiliante bradipo

che mi riduca quasi sempre agli ultimi giorni per visitare le mostre è noto a chiunque segua il blog o mi conosca. Quindi, a uso personale ma magari anche vostro, mi appunto gli eventi che vorrei non lasciare scorrere via.

Tutte mostre a ingresso libero eccetto Maccari.
Per la prima tranche mi arrangerò nel prossimo weekend (con prevalenza a Maccari), per la seconda per fortuna ho un po’ di tempo in più.

Segnalo anche che mentre scrivo – le 19 di sabato – sia il sito del Comune di Forte dei Marmi sia quello di Villa Bertelli (sede tra l’altro della Biblioteca Comunale) appaiono downtime, fuori servizio. Il primo stricto sensu, il secondo invece è accessibile ma svuotato di contenuti. Sperando in una rapida soluzione, segnalerò qui quando torneranno online. Informazioni benvenute. UPDATE: tutto ripristinato

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