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la maniera dolcissima

ieri ho rivisitato gli Uffizi dopo qualche anno. Come ognun sa, il periodo che va dal 7 gennaio alle prime avvisaglie carnascialesche è l’ideale per fruire dei musei fiorentini: mercé il livello tollerabile di bimbiminkia (scolaresche italiane), fàchmifàchit(studenti americani) e comitive in genere, non si fa coda all’ingresso ed è possibile avvicinarsi ai grandi capolavori senza accipere l’altrui gomito nella propria cavità orbitale.Tante cose non vanno: l’illuminazione dei quadri, a volte sconsiderata a volte assente; in particolare quella della Tribuna è davvero indecente – si è praticamente al buio e non c’è modo di ammirare i capolavori della ritrattistica che sono ivi esposti. Capolavori che per giunta fanno spesso della purezza cromatica il loro tratto distintivo. Spo-sta-te-li!
Sarebbe poi molto onesto verso i visitatori che all’entrata si desse notizia delle tele mancanti perché in restauro o in prestito. Ieri non è andata così male come altre volte, c’era però un’assenza eclatante, ossia la battaglia di S. Romano, in restauro sine die. La Madonna del Cardellino, restaurata, come sapete è a Palazzo Medici-Riccardi fino a Marzo. Infine molto Correggio era in mostra a Parma e non è ancora rientrato.  Non c’entra con l’organizzazione, ma non posso non rilevare come alle suddette categorie di gitanti i maestri, per far prima, facciano saltare a pié pari sale d’importanza capitale! Se per quella del Cranach e dei ritrattisti luterani si potrebbe pensare ad una direttiva vaticana (!), per quelle di Michelangelo e Raffaello non trovo risposte…

Detto questo è sempre un’emozione accostarsi ai grandi, e magari, complici le poche persone, affabulare ed esternare le proprie sensazioni. Ancor più bello è farsi affascinare da opere su cui si era finora sorvolato. Una di queste senz’altro è la cd. Pietà di San Remigio di Giottino, prova sensazionale e clamorosamente in anticipo coi tempi, che a mio avviso stravince il confronto con tutto il Trecento sia sensese che fiorentino per la commovente bellezza ed espressività dei volti, com’ebbe anche a convenire il Vasari. (click for a larger image).