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Trois cartes ici… Quatre là!

partivo doppiamente prevenuto. L’opera di Bizet non rientra certo tra le mie preferite, come tutte le cd. “opere da pullman” (quelle ove si conoscono tre arie e si cantano in gita); inoltre ero circuìto dalle critiche che sono piovute su questo allestimento, senza lasciare totalmente immuni cast vocale e concertazione.
Allora, quando si vuol prendere in giro un avversario surclassato a scopa, gli si dice «conta te i punti che fai prima».
Quanti punti abbiamo totalizzato ieri, al di là degli scroscianti applausi del pubblico, sempre benvenuti?
Mêlons, Coupons! Scorriamo rapidamente il mazzo.
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Opéra-72-minutes

Innominabile, sì. Ma anche heautetimoroumené: punitrice di se stessa. Per essere, come spesso si sottolinea, un patchwork di cose sublimi e cose dozzinali. In cui zingarelle mercuriali e guerrafondaie, al punto da sembrare nipotine di Bush, s’intromettono tra serrate ed austere agnizioni; come un panino al lampredotto in una cena di bouillabaisse chez le Vistamar, dominando Montecarlo. La logica, peraltro, era evidente: divertire, ed allentare ecletticamente la tensione, in modo da conservare l’interesse fino in fondo. E sembra aver sortito effetti – nelle quattro ore di “servizio”, compresi intervallo e cambi scena – anche tra il pubblico attuale: una biondina adolescente due file dinanzi a me, esaurita la riserva di attenzione, ciondolava lungo il terzo atto. Avrà tracciato mezzo miglio con la testa. Sulla scena del venditore ambulante si è calmata. Continua a leggere →