Archivi tag: Hugo von Hofmannstahl

Senz’ombra (di dubbio)

Sabato sera ho assistito alla seconda e ultima rappresentazione della Donna senz’ombra (Die Frau ohne Schatten) al Maggio Musicale. Come sapete essa era stata inizialmente cassata per l’agitazione promossa dai lavoratori del Teatro, ma venerdì c’è stato un ripensamento deciso "per amore della città di Firenze e degli appassionati di musica". La situazione è e rimane tesa, soprattutto perché è in stallo: prendendo a prestito il libretto, pietrificazione che non accenna a smuoversi è la sordità dei piani alti, inasprita da emblematiche generalizzazioni di certa stampa militante.
Che succederà? Spero di essere smentito, ma temo ben poco a favore dei lavoratori del settore e degli appassionati: c’è da scardinare un dato che è antropologico prima ancora che politico o congiunturale  (della cultura, nel palazzo, ormai frega a pochi se non a punti) e che si propaga viralmente "grazie" all’appiattimento dei media.
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ich trage die Last des Glückes

ossia sostengo il peso della gioia. Tragicamente bello questo verso che Hofmannsthal mette in bocca ad Elektra. Credo che la gioia sia stata il sentimento di tutti gli astanti, anche stasera. Grazie agli amici eravamo edotti della eccezionalità tecnica dell’evento, ma ciò non ha impedito il massimo coinvolgimento. Davvero una esecuzione straordinaria, e si correva il rischio di incrociare gli occhi per seguire il gesto di Ozawa insieme all’andamento scenico. L’enfant terrible ha diretto con un gesto che è l’unico forse a poter essere paragonato con quello – inarrivabile – di “Calvin” (smile) Kleiber; e per la “sua” orchestra c’è una sola parola: lussureggiante. Ma anche attenta a trovare il giusto equilibrio coi cantanti, che spesso si trovano a cantare parecchi metri indietro rispetto al golfo mistico. Continua a leggere →