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“un manager, purtroppo”

Ieri il mio amico Dario che è anche un megapresidente galattico mi ha gentilissimamente donato un libro di cui è coautore e che conclude una trilogia. Tranquilli, non si tratta di romanzi softcore ma volumi che raccolgono interventi di personalità autorevoli (in vari settori dello scibile) sui temi della crescita economica, dell’etica d’impresa, del futuro dei giovani nel nostro paese. A pagina 303 di questo volume si porta avanti una similitudine tra vertice aziendale e direzione d’orchestra:

In tedesco i leider sono composizioni musicali, e c’è una curiosa omofonia tra la parola inglese leader e quella tedesca leider che offre suggestioni tra il comandare, il guidare e l’armonizzare una canzone.

Il sottoscritto ha naturalmente individuato subito il refuso (Lieder, maiuscolo = canzoni; leider = ahimé, purtroppo) e ne è seguito qualche minuto di autentico spasso dialettico tra il sinistrorso scrivente e il liberal Dario, sul tema del lapsus freudiano e del complesso di colpa imprenditoriale.
Questo refuso – tra l’altro presente, dice l’amico, nell’intervento di un autore rigorosissimo – è uno dei più gustosi ch’io abbia mai incontrato.

(peraltro avvicinare Lied e direzione d’orchestra, dunque leadership aziendale, è una trovata debole: da un lato infatti il Lied – canzone, romanza – s’impernia sulla vocalità, dall’altro il Lied per antonomasia è quello in cui il cantante è accompagnato dal solo pianoforte, anche se esiste una discreta letteratura di Lieder per voce e orchestra – pensiamo ai cicli di Mahler o ai sublimi Vier letzte Lieder di Richard Strauss, e così via)

…O avrà voluto riferirsi a Frida Leider, qui impegnata nello schumanniano Meine Rose? smile

risorgerai, lo so risorgerai…

una seconda sinfonia di Mahler non storica, a tratti svagata a tratti inappuntabile, di certo non convenzionale. A partire dalla rilevazione cronometrica del primo movimento: venti minuti spaccati (quindi più serrato, talora anche molto, delle versioni discografiche in mio possesso; con l’eccezione – a mente – di Kubelik) condotti sin dall’inizio da ZM con un piglio che di recente avevo osservato solo nel primo atto di Valchiria: un vitalismo che sgombra il campo da qualsiasi retrogusto “funebre” (Manzoni) e si pone come l’antitesi della trasfigurazione che verrà – potente sì, ma anche eterea. Continua a leggere →

di resurrezioni

Mi sto avvicinando al prossimo evento, vale a dire la seconda di Mahler diretta da Zubin Mehta. Ne sto ascoltando varie versioni, devo dire che sono rimasto impressionato dalla registrazione di Gary Bertini con l’Orchestra della Radiotelevisione di Colonia (EMI). Davvero notevole la padronanza delle dinamiche di questo direttore, che ho sempre reputato un grandissimo e che purtroppo non ho mai avuto modo di ascoltare dal vivo. Come pure eccellente è la prova di Florence Quivar, nella rosellina rossa e non solo.

Cha[nt]illy

il direttore di gran classe e l’orchestra di levatura si riconoscono già in poche battute dell’ouverture Coriolano – un bignè (per restare sul titolo, smile), o meglio una gemma da ricordare, in cui ogni nota sembra dinamicamente meditata da Chailly in rapporto al contesto generale, e l’orchestra ragginge livelli di precisione e sincrono nell’accentazione raramente riscontrati in altre compagini, compresa quella di casa. Non è estranea all’ottima filigrana sonora, a mio avviso, la circostanza per cui i contrabbassi sono collocati “operisticamente” dietro i primi violini, a differenza della usuale disposizione destrorsa.
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39 and counting

è stata una faticaccia, ma eccovi su anobii tutti i programmi di sala del Comunale in mio possesso. Sono in numero minore rispetto ai concerti che ho visto, ma sono ben rappresentativi.
Inoltre la qualità dei contributi monografici si lascia davvero apprezzare.Spiccano la mia prima opera (Bohéme 1983 – trascinato dai miei), il mio primo concerto sinfonico “cosciente e volontario” (Ottava di Mahler, gennaio 1988, intorno al mio 18° compleanno), l’opera che forse mi ha sedotto definitivamente (Salome con la Malfitano).
Se volete potete aggiungere anche voi i vostri, basta rintracciare/creare la scheda del libello e inserire, in fase di modifica, il tag “Maggio Musicale Fiorentino”.

Happy Anobiing!