Archivi tag: Giovanni Boldini

#BIAF2015 – per immagini

L'immancabile selfie dalla terrazza di Palazzo Corsini...

L’immancabile selfie dalla terrazza di Palazzo Corsini.

Non voglio attardarmi in articolesse come feci due anni fa, visto che i giorni sono pochi (ma non troppo pochi). Avete quattro giorni pieni, da stamattina a tutta domenica, per visitare la Biennale dell’Antiquariato 2015. E anche stavolta ne vale la pena. Per far prima (la visione invoglia assai più della parola) ho creato una bacheca pinterest con le mie scelte personali: clicca qui per visualizzarla.
Dovessi proprio portarmi via una cosetta nella distrazione generale, penso che sceglierei uno tra Schiele, Giordano, Boldini. Mentre il premio per lo stand che tra i 78 (due più del 2013) mi ha coinvolto di più lo darei proprio all’ultimo, cioè a Copetti di Udine, coi lavori di Mascherini, Mirko Basaldella (fratello del più noto Afro), Corpora e altri. Dunque mantenete un po’ di energie in coda. Notevole anche l’omaggio a De Chirico di Frediano Farsetti (stand 69), dove potrete ammirare anche Le muse inquietanti.
E buon divertimento.
PS L’occasione è buona per rinviare a due mostre altrettanto importanti a venire: Munich Highlights (Halloween weekend) e Boldini a Milano (23.X/20.XII) presso Bottegantica.

Annunci

celie Palatine (e non solo)

pitti2

Il giardino di Boboli visto dal corridoio d'entrata della Palatina. Mi scusino i veneti per lo scempio dialettale, ma mi viene in mente Balasso: "Ciao poeràcio, varda che vista da la mia terrassa"

ovvero sbobinatura delle annotazioni durante una visita nel corso del Mese di Riappropriazione Museale (MRM™)

Erano davvero secoli che non tornavo alla Palatina.
Entrée ansiogena perché mi viene incontro la temporanea Bella Italia, che però all’inizio mostra cose fiorentine bellissime ma – tranne questo Masaccio – viste e straviste (Uffizi Bargello etc.) e cose torinesi scarsamente rilevanti.
Temo che mi abbiano fregato ma poi fortunatamente trovo il corridoio e inizia la visita vera e propria.

L’ambiente è ideale, pochissime persone e quelle poche si affrettano perché è ora di pranzo: siamo in pieno clima di riappropriazione. Bene.
Quasi subito una vecchia conoscenza: Furini (penalizzatissimo dalla illuminazione, che per tutta la Palatina è antica e sparata sulle tele), più un Rubens e un Rosso Fiorentino. La magnificenza del Soffitto delle allegorie mi distrae un po’.
Mi chiudono alle spalle una sala alla mia uscita. Comincio a sospettare che la copertura organico del personale abbia qualche problema di carenza…
Continua a leggere →