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Giorgia’s music den

«Devo ancora arredarla per benino, ma penso che metterò le robe di musica qui mentre lascerò fotografie e tutto il resto di là»

“Panic on the skies of Birmingham, I wonder to myself…”

helicopter

Ieri sera grazie a una sontuosa imbeccata di Giorgia ho potuto assistere alla diretta streaming di Helicopter Streich-Quartett di Karlheinz Stockhausen, eseguito dall’Elysian Quartet a Birmingham nell’ambito della prima rappresentazione scenica integrale dell’opera da cui è tratto, ossia Mittwoch aus Licht (parte a sua volta del ciclo Licht). HSQ, per la sua forte connotazione e le sensazioni diametrali che suscita, ha talora vita autonoma; nel 2009, ad esempio, è stato portato sui cieli di Roma in prima italiana dall’Arditti Quartet che è probabilmente, attraverso le sue molte formazioni, il massimo specialista di contemporanea per ensemble da camera (qui un brevissimo estratto dello spettacolo romano).

La diretta di ieri è iniziata qualche minuto dopo le nostre 20 e ha seguito non solo il nucleo della performance con schermo quadripartito che vedete nell’immagine (dall’accensione allo spegnimento dei motori), ma anche il tragitto degli esecutori dalla hall all’eliporto e viceversa (del resto anch’esso fa parte dell’opera). Il pubblico presente in sala e munito di maxischermo era intrattenuto da un “moderatore” (previsto dal compositore) che, con voluta e talora un po’ troppo calcata verve comica – non so se richiesta anch’essa da Stockhausen, ma certamente non a soggetto, visto che ha toccato “temi” quali Tottenham FC, feticismo e flatulenze (sic) del violista – spiegava la storia e gli elementi essenziali dell’esecuzione, e poi alla fine ha intervistato gli interpreti e i piloti e moderato le domande del pubblico.

Qui potete sorbirvi la differita dell’evento (poco meno di un’ora, tutto compreso):
sito del Guardian (con qualche informazione in più sul resto di Mittwoch);
sito di TheSpace.

Per chi fosse completamente a digiuno della cosa, il cuore della rappresentazione funziona così: Continua a leggere →

L’opera è viva: lotta insieme a lei!

Aprite! Aprite! Non sono una bestia!! La musica mi commuove, mi commuove ancora…
(Kafka/ Pier’Alli)

Colasanti

Un intenso ritratto della Compositrice  ©silviacolasanti.it

Tra le cose più belle dell’appena trascorso 75° Maggio Musicale Fiorentino annovererei certamente l’opera, commissionata dal Festival dunque in prima assoluta, di Silvia Colasanti, ovvero la Metamorfosi kafkiana adattata in libretto e messa in scena da Pier’Alli. Lo spettacolo è stato rappresentato con successo per tre sere al Teatro Goldoni; fortunatamente, per chi come me non poteva esserci (discorso lunghissimo), se ne può avere un’idea grazie allo streaming, realizzato in collaborazione con inToscana.it, che – novità positiva – ha coperto alcuni eventi, da un concerto diretto da Mehta al Nuovo Teatro (ho apprezzato soprattutto le Variazioni Concertanti di Ginastera) ai lunch-time concerts cameristici nel cortile di Palazzo Strozzi.

Clicca qui per lo streaming de La metamorfosi di Silvia Colasanti.

Un piccolo riquadro simil youtube con audio monofonico (e in questo caso alquanto penalizzato da un rumore di massa non portata a terra) non può certo restituire la pienezza dell’esperienza teatrale, ma testimonia a sufficienza la riuscita dell’opera, in particolare la notevole ricchezza della scrittura orchestrale di Colasanti; scrittura che, ben concertata e diretta da Marco Angius, conduce l’ascoltatore da un quadro all’altro facendo da contraltare al grigio sillogismo d’emarginazione descritto nel racconto.

L’opera italiana, dunque, non solo è viva ma sta pure bene (quanto a sana e robusta costituzione). Ma accusa un (bel) po’ in termini di trattamento e risonanza. Giunge quindi a fagiolo – in un sistema-paese in cui da un lato silentibus pecunia non succurrit, dall’altro si tende a staccare la spina a ciò che non è precotto – l’azione del gruppo CPI (Cantori Professionisti d’Italia) che ha intrapreso un percorso UNESCO per far ottenere all’opera lirica Italiana lo status di patrimonio dell’umanità.

…Ci è sembrato ovvio e imprescindibile che nel catalogo dei beni da tutelare da parte dell’UNESCO debba necessariamente apparire questa forma d’arte: perché invenzione italiana, perché sorgente e catalizzatore di tutte le altre forme d’Opera, perché linguaggio della nostra Nazione prima che questa si formasse, perché principale veicolo di diffusione e insegnamento della nostra cultura e della nostra lingua, perché capillarmente nel mondo è esperienza aggregante e formativa, perché fucina di conoscenze orali e manuali, perché laboratorio costante di tradizione e rinnovamento allo stesso tempo….

v’invito dunque a conoscere più da vicino, tramite il sito e il gruppo FB, l’attività di CPI e a sostenere l’iniziativa, e ringrazio come sempre Giorgia, che (già un po’ di tempo fa) mi aveva segnalato la cosa, e sul cui sito potete trovare il plenum del manifesto e dell’intervento del Prof. Giovanni Puglisi.