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Eroine (d’opera!) a Villa Bertelli (ultimi giorni)

Ancora fino a lunedì 31 a Villa Bertelli, con ingresso libero e orario 17-23, potrete ammirare carteggi foto e testimonianze su Giorgio Strehler, ma più emozionanti ancora mi sono parse le ricostruzioni di alcuni costumi originali da parte degli allievi del Corso di Sarti per lo spettacolo dell’Accademia Teatro alla Scala. In particolare la “primissima” Desdemona di Alfredo Edel (5 febbraio 1887), la prima Violetta milanese del 1859, le eroine pucciniane nelle vesti di Adolf Hohenstein. Le mostre sono simbiotiche in quanto la sala “strehleriana” ospita quattro abiti di rappresentazioni più recenti. Un piccolo slideshow via smartphone “no copyright infringement intended”.

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finire in Gloria

due parole, giacché per meno di un’ora è ancora il 150° compleanno di Puccini, da spendere per la Messa (cd. Messa di Gloria) ascoltata ieri al Comunale nella lettura di Giuseppe Lanzetta e dell’Orcafi insieme al Coro del Caricentro. Esecuzione, mi duole dirlo, non certo indimenticabile per brillantezza  o scelte interpretative, che tuttavia ha portato alla mia attenzione per la prima volta un lavoro giovanile (scoperto postumo, come sapete, nei primi anni 50) dotato di buone soluzioni (quasi bruckneriano in certi passaggi), anche se decisamente acerbo nel trattamento vocale e di alcuni strumenti. Credo inoltre che ci sia una quasi assoluta necessità (ieri non esaudita) del raddoppio degli archi, altrimenti impalpabili in rapporto al coro pieno.
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La crudeltà di Lorin

D: Si è parlato dell’influenza di Schoenberg su Puccini, che udì a Firenze nel 1923 il Pierrot Lunaire…
R: Non mi pare che ci siano punti di contatto. Puccini era un grande compositore. Schoenberg un grande pensatore.Così Maazel intervistato da Leonetta Bentivoglio (La crudeltà di Puccini”, Repubblica di ieri, pag. 57)

Come a dire, con Eschilo: la giustizia è una dea che fugge i centocinquantenari.

Peraltro, la intervistatrice doveva e poteva correggere il tiro: ad esempio, l’inizio di Tu che di gel sei cinta è chiaramente “ispirato” da Le sacre du printemps (1916 – ascolta in particolare qui) di Stravinskij. Questo dimostra che Puccini ascoltava, rimuginava, legittimava ed elaborava la musica a lui contemporanea; in ciò dimostrandosi più aperto degli odierni addetti ai lavori.

39 and counting

è stata una faticaccia, ma eccovi su anobii tutti i programmi di sala del Comunale in mio possesso. Sono in numero minore rispetto ai concerti che ho visto, ma sono ben rappresentativi.
Inoltre la qualità dei contributi monografici si lascia davvero apprezzare.Spiccano la mia prima opera (Bohéme 1983 – trascinato dai miei), il mio primo concerto sinfonico “cosciente e volontario” (Ottava di Mahler, gennaio 1988, intorno al mio 18° compleanno), l’opera che forse mi ha sedotto definitivamente (Salome con la Malfitano).
Se volete potete aggiungere anche voi i vostri, basta rintracciare/creare la scheda del libello e inserire, in fase di modifica, il tag “Maggio Musicale Fiorentino”.

Happy Anobiing!

ciao Pippo

Giuseppe Di Stefano (1921-2008)
photo © esdf-opera.de
Giacomo Puccini, Donna non vidi mai (da Manon Lescaut)