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#SalvatorRosa400 e i maestri incisori contemporanei: ultimi giorni al “Bisonte”

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Giorgio ROGGINO, Le rane, 1981, acquaforte, coll. priv. (immagine dal sito pagina.to.it)

Per gli amanti dell’arte incisoria questa settimana (fino a tutto venerdì 15) è l’ultima per poter ammirare, nei giorni feriali, una mostra fiorentina di alto livello, gratuita e snella. Simone Guaita e la Galleria Il Bisonte (via San Niccolò) sono soliti titillare il palato degli appassionati, e stavolta propongono alcune opere di Salvator Rosa (il 2015 era il 400enario della nascita) affiancate a 17 Maestri di oggi.
L’accostamento tra il classicismo di Rosa (un Autore di cui a Firenze molto si può ammirare – es. alla Palatina – e molto altro si potrebbe, penso per esempio alla splendida tela Lo spavento che è nel deposito degli Uffizi) e l’ispirazione – di matrice via via surrealista, mitologica, naturalista o anatomista – dei nostri contemporanei è forte, a valenza di ossimoro, costringendo forse a “una scelta di campo”; io in effetti, pur apprezzando molto le acqueforti e puntasecca seicentesche di Rosa, specie quelle dedicate a Diogene e Platone, mi sono trovato ad ammirare soprattutto le spettacolari realizzazioni mie coeve. Primi inter pares Agostino Arrivabene, Jakob Demus, Claudio Olivotto, Giorgio Roggino e Lanfranco Quadrio.
La visita richiede non più di un quarto d’ora/ venti minuti, ma non va mancata!

Pagina della mostra coi dettagli
Catalogo PDF (con un erratum sull’opera di Quadrio: non l’ala, ma le lucertole in lotta)
Servizio de Il Sole 24 Ore.

 

Nelle stanze di Michelucci (per una settimana ancora)

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un particolare architettonico del complesso progettato da G.M. (foto © EnteCRF)

voglio segnalarvi che ancora fino a martedì 11 è visitabile, gratuitamente, l’esposizione dell’Ente CRF situata appunto al primo piano del Palazzo di Via Bufalini, storica sede – progettata appunto da Giovanni Michelucci – degli uffici che ora si sono spostati a Novoli. Due ampie stanze contengono alcune collezioni e fondi acquisiti dall’Ente, tra cui si segnala quello del poeta Alessandro Parronchi. Mostra veloce, tempo di visita direi una mezz’ora, contrassegnata da nomi noti e cari (Soffici; Viani – mio Autore feticcio, peraltro la prova qui esposta non è tra le indimenticabili; molto invece mi è piaciuto quanto esposto di Marcucci) e da curiosità quali un pastello “debussian-mallarmeano” di Montale; della passione del costui per l’arte visiva già sapevo dal 2007, quando mi fu amorevolmente e consanguineamente donata una riedizione (a cura della Fondazione Il Bisonte di Simone Guaita) del libro – in origine Vallecchi 1968 – in cui “l’Eugenio civile” e il pittore Beppe Bongi si scambiavano di ruolo, il secondo con un ciclo di poesie e il primo con sei acquerelli.
Su facebook, come ormai mi capita di consueto, ho raccolto pochissimi scatti, e nemmeno delle opere più significative. A maggior ragione vi invito a spendere mezz’ora del vostro tempo in loco.
Per finire, una nota a margine: ho captato una conversazione in cui si mormorava, con beneficio d’inventario, che in futuro il piano che ospita la mostra possa essere adibito a esposizione permanente… speriamo.
E una postilla: proseguirà invece fino a gennaio, e parimenti gratis, la temporanea dedicata ad Alfredo Serri e ai “Pittori Moderni della Realtà”, ospitata al piano terreno. Non mi piace l’ispirazione di Serri, principalmente ritrattistica (fu allievo di Annigoni, che invece si ammira al piano superiore) e fatta di nature morte “culturali”, aride e quasi a declinare il suo bagaglio. Si salva qualche prova giovanile, assieme all’autoritratto provvidamente ironico di Carlo Guarienti che vedete tra le foto linkate sopra.

presto che è tardi! (qualche mostra last minute e gratis)

Crudo fatto: Maggio a Firenze è altissima stagione. Musica, arte, e quest’anno anche la tornata elettorale (aperitifs consumed en masse (cit.); il mio fegato ha fatto domanda d’espatrio). Poi la sera ingurgito un pacco di medicinali e cado come porco morto cade. Poco tempo per recensire, poco tempo per tutto. Voglia di mare ma tanta roba da fare e vedere: si fa quel che si può, da attempati. If it might concern: per Pasqua son stato a Praga, sì, e una Maga ha fatto una profezia ipo-iper-talamica che dodici ore dopo si è avverata. Città fondamentale, m’avvertì la Tosa, ed è vero (mi sto tracciando una linea dell’anima: Trieste, Vienna, Praga. Presto si prosegue con Lipsia. Poi Copenhagen: allitteratemi un bidet a Bredgade e resto lì). Praha: prometto con il tuo santo aiuto di ritornare, magari quando nevica. Per vedere ove posano “e spoje der Cornacchia”, e altro, molto altro, che in sole ore settanta (e un casino dell’ottanta) ho perso…

Ma torniamo agli eventi fiorentini. Intanto una scarica di tre, tutti gratis che non fa mai male. Continua a leggere →