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Werner Lynch

(faccio “prolissa concorrenza” a Essentia filmica)

dunque ieri My Son, My Son, What Have Ye Done. In streaming su Chili-tv, per giunta gratis – approfittando del coupon di sabato scorso sul Corriere.
Regia di Herzog, produzione (e qualche ex libris qua e là) del David nostro.
Attori lunariliftati (Grace Zabriskie – la vicina di casa [?] di Inland Empire; Udo Kier, visto di recente come manicheo wedding planner in Melancholia); ottimo livello di cast; su tutti il protagonista, Michael Shannon, che penso piacerebbe molto all’Ansuini. Un po’ gli somiglia pure.
Cartoline dal Perù: nostalgia dei tempi di Aguirre? anche qui tutto parte dal “furore di D*o”, sia pure con faccia rassicurante (?) di quacchero.
Magistero manieristico nell’estrarre una Gemäldegalerie da un plot praticamente inesistente. Questa la ragione forse di qualche perplessità critica. Vi aspettate un giallo-noir? Avrete altri colori. Quelli rarefatti della mania, quelli più rappresi della Clitemnestra-mater-virago.
In più la colonna sonora originale di Ernst Reijseger, immobile nello sviluppo ma piacevole se non altro nel virtuosismo violoncellistico; l’Autore appare come accompagnatore nelle sequenze teatrali e suona figure brevi cromatiche sul modello dell’incipit di Fratres di Pärt.
Da vedere (magari riposàti).

IDEAL EMPIRE

e dunque parliamo di questo INLAND EMPIRE, tutto maiuscolo mi raccomando, sennò Lynch si offende. Sono stato mezza nottata sveglio per sorbirmelo, non ho resistito. E naturalmente, come credo molti altri, sulle prime non ci ho capito praticamente nulla. Mi sono preso un paio di spaventi (ero al buio), e mi è rimasto un senso del cimento che mi porta a rimuginarne con voi.
Sulle prime, ci sarebbero spunti per accostarlo al precedente Mulholland Drive: ancora un titolo toponomastico di LA; ancora lo showbiz Hollywoodiano come punto di partenza per una alienazione; ancora un film nettamente al femminile – una incredibilmente brava Laura Dern ed una schiera di avvenenti ragazze-“moltiplicatore”.
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