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Villa Bardini, la sorvegliante e Freud

La mostra Rinascimento Firenze-Parigi a Villa Bardini termina domani, per chi volesse visitarla (oggi è chiusa). Io ci sono andato con duplice scorta sabato scorso e ho avuto la fortuna di poter ammirare per mezz’oretta anche il parco, per il quale normalmente si paga biglietto separato ma lo scorso weekend c’era l’iniziativa musei aperti.
L’esposizione della collezione di Néllie Jacquemart è qualitativamente considerevole anche se il biglietto intero (8 euro) è caro in rapporto colla quantità di opere visibili. Una mezza dozzina di salette, più o meno; però si può visitare anche, al piano sottostante, il museo permanente dedicato ad Annigoni – anche se fino al 6 gennaio molte opere sono spostate presso l’Ente CRF in Via Bufalini per una temporanea gratuita (che spero di vedere). Tornando a noi sono stato colpito soprattutto da un paio di meraviglie cromatiche: il San Giorgio e il drago di Paolo Uccello, coi due vivissimi tocchi di vermiglio di una veste in lontananza che riprende lo scudo del santo militante; e una bellissima Madonna con bambino di Cima da Conegliano.
Nel corpus annigonianum spiccano invece un Funerale del mendicante in stile carnascialesco (mi ricorda una scena de L’inquilino di Polanski, rivisto di recente) e soprattutto la sala con le due Solitudini, piccolo studio e tela gigantesca.
Mentre stavamo uscendo la sorvegliante ci chiede: “avete visitato la terrazza panoramica? La cosa più bella della mostra. Puntuale, una delle mie dioscure sottolinea con un sussurro il lapsus: “della villa, casomai…”. Ma trattasi di lapsus freudiano: la vista dalla terrazza (così come dal belvedere, di lato, accessibile dal parco senza dover visitare il museo) toglie il fiato e surclassa molte delle tele…
Con posa ansiolitica e barba verdiana mi son fatto ritrarre proprio sulla terrazza e vi auguro da qui un sereno 2014!

bob-verdi

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