Archivi tag: Caravaggio

celie Palatine (e non solo)

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Il giardino di Boboli visto dal corridoio d'entrata della Palatina. Mi scusino i veneti per lo scempio dialettale, ma mi viene in mente Balasso: "Ciao poeràcio, varda che vista da la mia terrassa"

ovvero sbobinatura delle annotazioni durante una visita nel corso del Mese di Riappropriazione Museale (MRM™)

Erano davvero secoli che non tornavo alla Palatina.
Entrée ansiogena perché mi viene incontro la temporanea Bella Italia, che però all’inizio mostra cose fiorentine bellissime ma – tranne questo Masaccio – viste e straviste (Uffizi Bargello etc.) e cose torinesi scarsamente rilevanti.
Temo che mi abbiano fregato ma poi fortunatamente trovo il corridoio e inizia la visita vera e propria.

L’ambiente è ideale, pochissime persone e quelle poche si affrettano perché è ora di pranzo: siamo in pieno clima di riappropriazione. Bene.
Quasi subito una vecchia conoscenza: Furini (penalizzatissimo dalla illuminazione, che per tutta la Palatina è antica e sparata sulle tele), più un Rubens e un Rosso Fiorentino. La magnificenza del Soffitto delle allegorie mi distrae un po’.
Mi chiudono alle spalle una sala alla mia uscita. Comincio a sospettare che la copertura organico del personale abbia qualche problema di carenza…
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recondita armonia di Giuditte diverse

mancano 72 ore alla chiusura della Mostra su Francesco Furini a Palazzo Pitti. L’ho visitata solo stamane e l’ho trovata fantastica, al punto che ho acquistato anche il non “newtoncomptonoso” (€35 scontato) catalogo.
Furini necessita di essere affrancato da ogni accostamento allo stile di Caravaggio (quantunque avesse lavorato in gioventù presso la bottega di un suo discepolo), non possedendone l’esasperazione anatomica, fisiognomica, dinamica. Va verso un’altra direzione, la ricerca della soavità, soprattutto nei volti; ma incastonandola in contesti notturni ed in meraviglie cromatiche.
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