Archivi tag: Bruno De Simone

Cloches à travers le cheval donné

venerdì scorso, grazie al buon cuore di Duccio (che sotto sotto vuole anche guarirmi dall’affezione per la contemporanea), mi sono potuto recare alla prima de l’Italiana in Algeri. Grato pel dono, che ricambierò presto in vouchers postdodecafonici, mi spingo comunque in una disamina contravvenendo al noto proverbio frammisto a Debussy nel titolo. Pur non condividendo affatto gli (in certi casi ormai prevedibili) entusiasmi còlti qua e là nel giudicare la performance complessiva, sono emerse alcune cose da sottolineare senz’altro. Innanzitutto alcune prove dei singoli orchestrali: ottimo il primo oboe Marco Salvatori già dalla sinfonia e lungo tutta l’opera, insieme al primo flauto Renzo Pelli, tramite prezioso delle figure imitative disseminate nella partitura. Continua a leggere →
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Opéra-72-minutes

Innominabile, sì. Ma anche heautetimoroumené: punitrice di se stessa. Per essere, come spesso si sottolinea, un patchwork di cose sublimi e cose dozzinali. In cui zingarelle mercuriali e guerrafondaie, al punto da sembrare nipotine di Bush, s’intromettono tra serrate ed austere agnizioni; come un panino al lampredotto in una cena di bouillabaisse chez le Vistamar, dominando Montecarlo. La logica, peraltro, era evidente: divertire, ed allentare ecletticamente la tensione, in modo da conservare l’interesse fino in fondo. E sembra aver sortito effetti – nelle quattro ore di “servizio”, compresi intervallo e cambi scena – anche tra il pubblico attuale: una biondina adolescente due file dinanzi a me, esaurita la riserva di attenzione, ciondolava lungo il terzo atto. Avrà tracciato mezzo miglio con la testa. Sulla scena del venditore ambulante si è calmata. Continua a leggere →