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apre il Museo Amalia Ciardi Duprè! preview e qualche foto

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in alto le saracinesche, inizia l’avventura!

Quando apre un nuovo spazio artistico in città è sempre un giorno speciale. Se ne viene sempre arricchiti.
Oggi pomeriggio (dalle 15,30), in Via degli Artisti 54rosso, vede ufficialmente la luce il Museo Amalia Ciardi Duprè, destinato a proporre un’esposizione permanente della scultrice fiorentina discendente dal noto Giovanni, oltre a ospitare in futuro laboratori, attività culturali, temporanee di altri artisti.
Grazie alla gentilezza di Amalia e di alcuni amici comuni ho avuto l’imbeccata e l’occasione per assistere, ieri pomeriggio, al pre-apertura.
Ho approfittato per qualche scatto ai locali e alle opere che hanno avuto il maggiore impatto su di me; vi propongo il tutto, come al solito, in una bacheca su Pinterest.

Nonostante il – lieve e ampiamente percorribile a piedi – scostamento dal centro storico, lo spazio, moderno e discreto nei confronti del paesaggio urbano circostante, merita senz’altro una visita, per avere un’idea dell’apporto di Amalia alla scena fiorentina: importante, e per giunta non limitato alla creazione ma esteso anche alla propagazione del sapere artistico mediante l’insegnamento. Il tour tra le sculture si svolge principalmente lungo una grande sala e il suo soppalco, per un tempo che si può valutare attorno ai venti, massimo trenta minuti; ma gli snodi creativi sono rappresentati in maniera composita e tendenzialmente completa: sia per i materiali impiegati, sia per le dimensioni delle opere (dal grande Cristo sofferente che domina un lato del piano terreno, alle piccole sculture nelle nicchie), sia per il soggetto delle stesse. La collezione, comprensiva anche di alcuni disegni, si declina nell’utilizzo di bronzo, maiolica semplice o patinata, refrattario e semirefrattario; emerge un’attenzione alle tematiche e alle storie della religione o del mito, nonché verso la figura femminile, quest’ultima spesso còlta nel suo aspetto di maternità e fecondità; in tal senso vedo il gruppo maestoso che accoglie il visitatore nel mezzo dei due ingressi al Museo, raffigurante Persefone e soprattutto Demetra (dheghom mather, madre terra e dea della fecondità), come forte dichiarazione d’intenti, nel trait-d’-union tra archetipo e viscere; e forse non è un caso che sia stato proprio questo gruppo la prima opera posata nello spazio espositivo, com’è possibile riscontrare sul sito della Fondazione, cui vi rinvio per ogni informazione e per maggiori notizie su Amalia, comprese le sue preziose realizzazioni in Toscana (meravigliosa l’abside realizzata per una chiesa di Vincigliata) e nel resto d’Italia.

Grazie per questo nuovo spazio! E buona visita.