Archivi della categoria: polemiche

(re)Agente FIFA

questo post è dedicato al mio amico Leandro che è un valente poeta e critico. Quando passo a salutarlo le chiacchiere vertono sulla cultura ma anche sul calcio, complice la passione comune per la Beneamata. E quando il discorso va sul fatto che ho lavorato per circa un decennio come agente di calciatori (volgarmente detto procuratore sportivo), puntualmente lui mi chiede perché io abbia smesso o perché non pensi di riprovarci. Non credo che lo faccia per la scarsa qualità del mio lavoro letterario (almeno spero!), bensì semplicemente perché l’erba del vicino è sempre più verde, e ogni ambiente sembra dall’esterno più stimolante di quello in cui si è calati.
Ho smesso per almeno 4 motivi di carattere personale, e credo di aver fatto bene. Hoc satis. Anche se avrei potuto scriverci molta “confessional poetry”.

Due giorni fa guardavo un canale sportivo all news e mi è capitato di seguire un sondaggio sul caso Sneijder: alcuni tra i procuratori più importanti esprimevano la loro opinione su come andrà a finire il braccio di ferro tra il giocatore e la dirigenza nerazzurra.
Ho notato però che tutti questi operatori di mercato erano dipinti in sovrimpressione come Agente FIFA e non è la prima volta che mi è capitato di osservarlo.
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mediazione musicale

“Paperin Sigfritto” visibile nell’ambito della mostra “Wagner a strisce” allo Spazio WOW di Milano fino al 6 gennaio, ingresso gratuito. (immagine scannerizzata dal supplemento Scala del Corriere).

ieri ho fatto gli auguri di compleanno a Marion e mi ha confidato che, come tanti, non è riuscita a passar sopra alla scelta di Wagner in luogo di Verdi per la prima scaligera. Allora mi è venuto in mente, in maniera forse poco originale, che una soluzione per accontentare entrambe le fazioni ci sarebbe stata: far trainare la navicella di Lohengrin da un cigno… di Busseto 😀

(non ho ancora messo la categoria bischerate domenicali, provvedo dalla prossima)

comunicazione diS-servizio

solo per dire che oggi decorre un mese esatto dalla mia iscrizione e richiesta infruttuosa di prestito librario. I documenti richiesti si rendono disponibili per il prestito entro i due giorni lavorativi successivi alla prenotazione, recita il regolamento online, però “la avvertiamo noi per cellulare” (trascrive il numero su due fogli, sbagliando. Correggo). Volete anche la mail, per sicurezza? “no no non ce n’è bisogno”. E allora, siccome avevo chiesto i Carmi di Catullo che mi dovevano servire per la nota su Citton ma subito dopo ho trovato la stessa edizione in rete, non vi ho sollecitato più per testare quando finalmente mi avreste chiamato, e non lo avete mai fatto. Così bye bye biblioteca comunale del buen retiro, ti lascio alla tua funzione precipua di sala studio per universitari e belle universitarie/ specchio del desiderio della mia gioventù spesa male, mi fido degli sguardi sbigottiti al mio varcare la soglia (un vecchio con la coda che vuole un libro in prestito? sarà un pericoloso comunista??) e, siccome il mio tempo ha un’utilità economica e per fortuna il free wi-fi comunale funziona piuttosto bene, d’ora in poi ti surrogo col Kind1e direct download e buonanotte al secchio.

Owly Images

Ggessica was right

Non si fa in tempo (cfr. post precedente) a celebrare la vitalità di qualcosa di contemporaneo, che imbarchiamo acqua dall’altra parte dello scafo: giunge la notizia ufficiale della Chiusura del Centro di Arte Contemporanea EX3. Non dico nulla e vi rinvio all’articolo di Barbara Martusciello su artapartofculture, esauriente e (dal mio punto di vista, a buon diritto) piccato.

Vuoi vedere che aveva ragione la Gerini?

Sopravvalutazione

Viviamo in un tempo in cui la comunicazione è preponderante sul contenuto. Importa sempre meno ciò che si dice, importa sempre più quanta forza si impieghi nel dirlo e quante persone il nostro messaggio riesca a raggiungere.
Mi è capitato di fronteggiare aspramente un giovane affermato narratore che è riuscito, impresa non da poco, ad infilare tre sproloqui e mezzo in poche righe, più o meno in questo modo: «Mozart è uno dei musicisti più sopravvalutati della storia [#1 – devo commentare? Giò stai calma]; salvo solo le sonate per pianoforte [#2 – corpus a mio giudizio creativamente subordinato nell’opera omnia del sommo WAM] che solo Glenn Gould, il più grande pianista del novecento [#3 – amo Glenn, ma a mio avviso almeno Richter e Horowitz – vissuti a lungo, felicemente per loro e purtroppo per gli idolatri del mauditismo – lo sopravanzano di tre spanne], seppe rendere nella loro tragicità [#3/2; – esiste il tragico nelle sonate mozartiane? a me sembra solo nella qui malcerta interpretazione di Gould, che purtroppo le espone come se fossero una toccata di Sweelinck]».
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director’s cipria

allora, dopo aver visto tutti e 5 i dvd di Blade Runner, direi che il final cut consiste soprattutto in una splendida opera  di ripulitura e rimasterizzazione. La pellicola sembra girata al massimo 5 anni fa…
Per quanto riguarda le scene, è stato compiuto un lavoro di arricchimento e correzione. La famosa scena dell’unicorno è allungata (ma viene tolto il sincrono dei movimenti delle teste), sono ripresi alcuni esterni del quartiere a luci rosse, e la scena di Tyrrell è tornata splatter come era all’inizio. La correzione riguarda le scene di Zhora e del venditore di serpenti, ove son stati compiuti prodigi documentati nei contenuti speciali; e inoltre è stato dato uno sfondo plausibile, ancorché molto computerizzato, al volo del povero colombo.
Ora il film ha un senso e una coerenza lievemente superiori, anche se ormai più che essere un film è un’epopea, difficilmente pensabile senza tener conto anche dei vari finali, delle scene tagliate, dei conflitti sul set e coi produttori. Continua a leggere →

centerfold music

le belle addette ai lavori, se da un lato sono un piacere per gli occhi, dall’altro sono una conferma che la musica ha esaurito le sue risorse naturali, endogene, o per lo meno ha smesso di considerarle una fonte bastevole di attrattiva. Infatti, tra bella e musicista, su quale dei due vocaboli cade l’enfasi? Ovviamente sul primo.
Così il mio collega mi ha lasciato sulla scrivania dell’ufficio uno stralcio dal mensile LUNA di novembre 2007 – dal cui lancio evinco peraltro che l’età dell’oro delle donne è «dai 28 ai 48 anni». Segno che il sistema (mediatico ed extraconiugale) odierno privilegia l’argento.
Ecco dunque, da pagina 122 a 136, una affascinante parata di Donne di classica: «Sono le nuove signore del palcoscenico. Regine di charme. Talenti della nuova vague classica. Sono arpiste, violiniste, soprani e pianiste. Eleganti e con stile da vendere. Continua a leggere →