Archivi della categoria: pianoforte solista

The piano heals

Affastella gli spartiti disordinatamente sopra il pianoforte, bunte Blätter che (apparentemente) sceglie lì per lì di eseguire, e poi scarta facendoli cadere per terra come foglie. Michael Nyman, compresso tra le 20,30 e l’inizio de’fòhi di San Giovanni, ci offre un’ora e trenta di solo piano performance. È un appuntamento cui mi reco grazie alla pertinacia degli affetti, senza troppa convinzione, nonostante la grande ammirazione per il Maestro: sono infatti convinto che la sua musica abbia l’impatto maggiore quando si espande polifonicamente e dunque ha necessità di ripartirsi tra più esecutori. Nonostante ciò la serata è stata godibile e rilassante. Continua a leggere →

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ora d’aria (con variazioni)

Era veramente troppo tempo che non mi recavo il sabato pomeriggio alla Pergola chez gli Amici della Musica; stavolta sono stato ingolosito dalla sempre tempestiva civetta di dacapoalfine (grazie), ed ho rotto le scatole a sufficienza per farmi invitare (arcigrazie) e aprire così il mio 2009 di ascolti dal vivo.
Insomma, c’era Angela Hewitt a proporre le Variazioni Goldberg di Bach.
Di evento trattavasi: la pianista di Ottawa sta infatti conquistandosi, mercé tournées e registrazioni discografiche per la Hyperion, fama di specialista bachiana, e in questa tappa fiorentina si è dedicata all’opera fresca e monumentale che Wanda Landowska etichettò come la più difficile mai scritta per tastiera. Accanto alla partitura, aneddoti e leggendarie interpretazioni che ben conoscete e vi risparmio.
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etude op. 10 n. 12

generosissimo “Fima” Bronfman ieri sera: dopo il Concerto brahmsiano ha offerto i lunghissimi Arabeske di Schumann (il famoso campo di battaglia, tra gli altri, del compianto Economou) e lo studio di Chopin, che il ragazzo dietro di me e Duccio in galleria han beccato sùbito (io invece sono un po’ arrugginito).
Come dimostra questo encore bavarese dell’anno passato, il pezzo è stabilmente nel repertorio del pianista russo-israeliano.

une transcription de Strauss

Stanotte su RAI3 trasmettevano un concerto di Buchbinder alla Scala, direttore Robin Ticciati, scorsa stagione. Dopo il KV 509 ha eseguito come encore lo stesso brano presentato martedì scorso qui al Maggio. Si tratta della Soirée de Vienne, trascrizione straussiana ad opera di Alfred Grünfeld, pezzo che come vedete ho trovato anche nell’interpretazione autentica, certamente più asciutta di come virtuosisticamente l’ha eseguita Buchbinder.

Due rilievi. A pranzo ier l’altro si bofonchiava che l’accostamento Brahms/Pipistrello fosse un poco ardito; certamente col Mozart scaligero ci stava molto meglio.  Stanotte invece ho notato che l’anno scorso Buchbinder introduceva il suo encore in italiano, quest’anno lo ha fatto – come da titolo – in francese: sarà l’effetto dei tagli?