Archivi della categoria: diritto

Libertà: eredi Éluard vs. Cronenberg

Maps To The Stars è un film che trovo da sempre bellissimo. Crudele, cinico, maniacale, perverso, senza possibilità di redenzione (?). Lo ha diretto quattro anni fa un David Cronenberg di nuovo ai massimi, dopo che negli ultimi tempi (Cosmopolis, ma anche i due film – pur ampiamente sufficienti – con Viggo Mortensen) si era a mio avviso annacquato.
Certo, il regista canadese non è pietanza per tutte le sensibilità, come qui vedremo in una vicenda che attraversa molte mie passioni: musica classica, cinema, poesia e diritto.

Nel film viene in più punti declamata Liberté, la famosa poesia di Paul Éluard che fu composta nel 1942, quando il suo Autore si era unito alla Resistenza. La poesia fu lanciata in volantini sulla Parigi occupata dai nazisti. Ovvio che abbia conosciuto un successo enorme, amplificato poi dalla vittoria. Due mostri sacri se ne occuparono di là e di qua delle Alpi: Francis Poulenc, già nel ’43, la mise in fondo alla sua Cantata per coro misto Figure Humaine (ascolta qui tutta la Cantata: Liberté inizia al sedicesimo minuto); da noi è famosa la traduzione di Franco Fortini (leggila qui).

Grande ammirazione per entrambi. Mentre a Cronenberg e alla sua decisione di usare i versi del poeta nel film, ma in un contesto storico e tematico completamente diverso, è andata un po’ peggio.  Continua a leggere →

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Non isperate mai veder lo cielo? E io ti mando alla Consulta.

William-Adolphe Bouguerau, Dante e Virgilio all’Inferno, 1850; Parigi, Musée d’Orsay (public domain via Wikimedia Commons)

In questi giorni tiene (troppo) cattedra l’ennesima uscita a effetto, tesa a provocare ma anche e soprattutto ad acquistare ansiosi consensi. Immagino che accusare di “incostituzionalità” una certa religione presupponga che invece un’altra sarebbe “costituzionale”.
Verso sera mi è venuta una provocazione di risposta: anche l’Inferno, quello dantesco, o comunque quello che ci rappresentiamo sulla base della rappresentazione escatologica cattolica, è anticostituzionale. Come qualunque pena che, essendo eterna, sia impossibilitata a «tendere alla rieducazione del condannato» (27/3 Cost.).
Solo un Purgatorio è costituzionalmente ammissibile.
Corollario: tutte le religioni che prevedono una punizione escatologica perpetua (inferni, gheenne, ghiacci e fiamme eterne, diavoli, “mostri, babau e caramogi”), sono incompatibili, almeno in parte, con lo spirito della nostra Costituzione.

La provocazione era troppo bella perché io ci arrivassi per primo; infatti, trovo in rete che già (almeno) dieci anni fa era un argomento dello strumentario del prof. Luigi Lombardi Vallauri, tra l’altro il titolare del mio corso di filosofia del diritto (anche se diedi l’esame da non frequentante, con un assistente).
Pensiero che mi ha portato con le mie sinaptiche gambe alla provocazione: la stessa idea di Inferno confuta il Paradiso, perché, se un’anima beata accetta con indifferenza il fatto che esistano anime dannate (vedi l’episodio di Catone Uticense e della moglie Marzia in Pg. I, 85-90), pecca di superbia e mancata empatia, quindi non si merita alcun Paradiso.

Conclusione e morale della favola (o baruffa): non è il caso di vantare superiorità di questa o quella religione (bensì, casomai, di sancire – sulla scorta dell’art. 1 della Carta francese – una intransigente laicità nella interpretazione giuridica, politica e sociale dei fatti: di questo passo, confido che nel 7000 ci arriveremo).

Madadayo!

Ieri mattina ho trovato con soddisfazione sulla mia scrivania un ringraziamento per gli auguri fatti al prof. Grossi il giorno del suo 80° compleanno…

la "testata" del cartoncino...

la “testata” del cartoncino…

(re)Agente FIFA

questo post è dedicato al mio amico Leandro che è un valente poeta e critico. Quando passo a salutarlo le chiacchiere vertono sulla cultura ma anche sul calcio, complice la passione comune per la Beneamata. E quando il discorso va sul fatto che ho lavorato per circa un decennio come agente di calciatori (volgarmente detto procuratore sportivo), puntualmente lui mi chiede perché io abbia smesso o perché non pensi di riprovarci. Non credo che lo faccia per la scarsa qualità del mio lavoro letterario (almeno spero!), bensì semplicemente perché l’erba del vicino è sempre più verde, e ogni ambiente sembra dall’esterno più stimolante di quello in cui si è calati.
Ho smesso per almeno 4 motivi di carattere personale, e credo di aver fatto bene. Hoc satis. Anche se avrei potuto scriverci molta “confessional poetry”.

Due giorni fa guardavo un canale sportivo all news e mi è capitato di seguire un sondaggio sul caso Sneijder: alcuni tra i procuratori più importanti esprimevano la loro opinione su come andrà a finire il braccio di ferro tra il giocatore e la dirigenza nerazzurra.
Ho notato però che tutti questi operatori di mercato erano dipinti in sovrimpressione come Agente FIFA e non è la prima volta che mi è capitato di osservarlo.
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après lui le déluge

questo tre novembre che sta finendo è anche il primo giorno feriale in cui il mio caro professore, relatore e maestro  lascia l’università di Firenze dopo 42 anni, diconsi 42, di ordinariato. Non parlategli di “pensione” perché è sempre attivissimo e continua ogni settimana a prendere il treno e andare ad illustrare la storia del diritto agli studenti napoletani della Suor Orsola Benincasa: sta di fatto che la sua stanza fiorentina in “dipartimento” non c’è più.