Vie della scultura: ultima chiamata per il weekend

viescultura

ingresso al piano della mostra

avrei voluto visitare prima questa mostra, sin da quando Repubblica la inserì, in un giorno d’estate che ormai mi sfugge, tra le esposizioni da non mancare in Europa (!). Vedete voi che peso dare a questa inclusione; fatto sta che abito a un tiro di schioppo da Villa Bertelli e non potevo certo perdermi queste Vie della scultura. Bene, alla fine mi sono ridotto al penultimo weekend (quindi non posso che darvi una segnalazione in extremis per il prossimo fine settimana), però almeno ho goduto il gran privilegio di aggirarmi tra le sale in perfetta solitudine.
Sita al solo primo piano dell’ampio complesso, l’esposizione si visita adeguatamente già in mezz’ora. Le sale hanno pareti di un rosso “lynchiano” e l’illuminazione è ben posizionata.
Il programma artistico, come da sottotitolo dagli Uffizi per Forte dei marmi, deve molto al grande museo fiorentino, ma non tutto. Infatti per ognuno dei tredici artisti – scelti in base al loro rapporto privilegiato con la Versilia – vengono presentate due opere; se una – spesso un autoritratto, ma non sempre – è un disegno o comunque una realizzazione ospitata dalla Galleria fiorentina, dal Corridoio Vasariano o dall’esoterico Gabinetto disegni e stampe, l’altra invece, stavolta un’opera di scultura, promana da collezioni private o da botteghe d’arte e musei spesso limitrofi (tra tutte la casa-museo di Ugo Guidi che sta proprio a due isolati da qui; la Fonderia Massimo Del Chiaro e il museo dei bozzetti a Pietrasanta; la collezione Baronti di Montignoso). Un regime dicotomico e paritario, quindi.
Il livello qualitativo della proposta artistica è sufficientemente alto: volendo dare un voto, la curatrice Giovanna Uzzani passa l’esame con un bel 7+. Il prezzo di 6€ mi sembra congruo.
È vero: alcuni autori non mi hanno convinto, al di là di qualche venatura di critica sociale (i leoncini di Pistoletto), della spiccata autoironia (Barni, Fabre) o di afflati concettuali (Arman, peraltro autore di un considerevole studio sulla Battaglia di San Romano di Paolo Uccello); altri mi hanno lasciato in sospeso come Marino Marini (da sempre non mi conquista) o le opere qui proposte dei “3M-big”: Manzù, Moore e Messina. In compenso Guidi, Paladino, Dazzi e direi soprattutto le splendide realizzazioni di Vangi e Mitoraj mi hanno affascinato immediatamente e senza riserve, oltre l’inevitabile refolo di emozione contemplando un meraviglioso tuttotondo in gesso quale La nascita di Venere e pensando alla recentissima dipartita del Maestro polacco.
Orsù dunque: vi consiglio caldamente (tanto dopo la frescata prevista per domani torneranno, a quanto pare, le consuete calure innaturali), di concedervi almeno un mordi e fuggi sulla costa per onorare questa iniziativa nel weekend a venire. Ce n’è bisogno, perché da un lato occorre incoraggiare la direzione artistica della Villa che, dopo esser stata ferma un bel po’, si sta timidamente e con buon gusto affacciando alla cultura di qualità (si ricordi anche la mostra primaverile ArtClub cui ho accennato due post più addietro); dall’altro c’è da farlo supplendo a un certo menefreghismo degli abitanti della zona, non solo vacanzieri ma anche stanziali (almeno le cavie da me intervistate al riguardo).
Attenzione agli orari: troverete aperto solo da venerdì pomeriggio 16,30-19:30;  poi sab e dom 10-13 e 16:30-19:30.
Nota di merito: i proventi del catalogo (costo 22€) sono devoluti all’associazione Un cuore, un mondo ONLUS per la lotta alle cardiopatie congenite.

Un pugno di scatti  (no © infringement intended; spero inoltre di poter giovare alla causa)

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