Wozzeck da NY: rottamandi che “ad avercene” e debutti eccellenti

Levine2013

James Levine 2013 – foto Ralph&Jenny per Wikipedia.

Ieri ho ascoltato la diretta radiotre dell’ultima data del Wozzeck di Berg al Met, sul podio James Levine e, tra gli interpreti, il debutto di Thomas Hampson come Wozzeck e Deborah Voigt nel ruolo di Marie.
Di solito mi astengo dal commentare riprese radiofoniche di opere, stante l’impossibilità di trovarsi di fronte al pacchetto completo e la presenza di un medium (soprattutto quello in streaming) compresso nella qualità. Oggi faccio un’eccezione – telegrafica – per dire che la prova dell’orchestra, diretta da un Levine che da alcuni critici “renzianamente” si vorrebbe dismesso quanto prima (sia per la sua salute cagionevole che per il ricambio generazionale), è stata maiuscola, e la limitatezza del mezzo non mi ha impedito di apprezzarla.
Se mi ripeto scusatemi. Cos’è una grande interpretazione? Quella, a mio avviso, che aggiunge – naturalmente con fondatezza – un particolare in più, o ne mette in questione un altro, nella tua personalissima idea di esecutore o, nel mio caso, di mero ascoltatore di quel brano.
Ebbene: James Levine, direttore che non ho mai annoverato tra i grandi, almeno in Berg lo è. Conoscevo solo la sua interpretazione dei tre frammenti sinfonici (Sony), ma la lettura di ieri è andata assai oltre. Come? Retroilluminando, cioè svelando un fiume carsico di aggregazioni tonali lungo tutta l’opera, non limitatamente ai noti passaggi di cambio scena o all’invenzione sulla tonalità. Persino nelle scene che vedono protagonista il dottore o il caporale, in cui l’atonalità e più ardua o compare addirittura la serie dodecafonica.
Una concezione antitetica a un Boulez o a chi comunque veda un Berg proiettato in avanti più che all’indietro, ma portata innanzi con un’autorevolezza perentoria, anche grazie a un’orchestra in gran spolvero: credo sia la prima volta in cui ho colto veramente, senza retorica, tutta la terrificante potenza di fuoco del celebre si naturale “sparato” a piena orchestra subito dopo l’assassinio di Marie. Ottimo e inquietante anche il coro nella successiva scena della taverna.
Avercene di vecchietti così… anche nella risolutezza con cui non si bada alle ragioni del botteghino e si portano avanti le ragioni del Novecento (che manco è più contemporaneità, tranne che per le cariatidi che si ostinano a lasciare vuote le sedie).
La gara tra i due debuttanti eccellenti la vince di più d’una incollatura la Voigt, il cui timbro niente affatto esile sovverte la tradizione di una Marie timorata e quasi pia a favore, secondo me fondatamente, di una donna svilita dalla sua condizione, amorevole verso il suo piccolo ma per il resto “stica..i”, indifferente a tutto. Hampson invece non mi ha dato spunti particolari, c’è da considerare però che una bronchite gli ha fatto saltare la prémiere e forse qualche altra data prima di questa.
Buono il resto del cast.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...