Tanzt, sonst sind wir verloren

Ho fatto notte tardissima per vedere su skycult il film-tributo di Wenders alla grande Bausch; se mi perdonate l’orribil calembour, ne è valsa la Pina.
La pellicola ripercorre la creatività di Bausch attraverso ampi estratti di quattro sue pièces – Le sacre du printemps, Cafè Müller, Kontakthof e Vollmond – e molte altre azioni in solo o in duo affidate a étoiles che negli interstizi raccontano il proprio rapporto con Pina con profilo muto e voce fuori campo.
Il cineasta ha uno sguardo rispettoso e si avvale soprattutto di una splendida fotografia in esterni.
In rete si trova parecchio di Bausch (vedi ad es. qui – grazie Marina), inclusa la ripresa integrale dei giustamente strafamosi Sacre e Cafè; del molto altro che fino a ieri da profano non conoscevo mi ha colpito Kontakthof che – nella sua versione normale come in quella (non nel film) over 65 – mi appare come un compendio chirurgico della nostra relazionalità didascalica e materiale.


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3 Risposte

  1. Ne è valsa la Pina resterà per sempre nella mia memoria 🙂

  2. Su ubu c’è diversa roba, se ti interessa.

    1. vista e aggiornato il post (con ringraziamento) 🙂

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