Proust per archi

Complici le giornate piovose sono tornato a Combray, spero con la giusta diligenza (smile) per restarci. E tramite twitter ho trovato che le è perfino stata dedicata una suite per orchestra d’archi. È opera tarda (1977) del compositore pittore e letterato svizzero Peter Mieg, e gli fu commissionata nientemeno che da Paul Sacher (che mai sarà ringraziato abbastanza da noi fedeli bartokiani, per i motivi che sapete o leggete alla sua voce wikipedia). Mieg conobbe molte personalità musicali apicali del Novecento, per esempio Bartók, Stravinskij, Honegger e Bohuslav Martinů, allo stile del quale ultimo avvicinerei timidamente (manca la verve del grande ceco) questa composizione, peraltro piuttosto didascalica se si eccettua forse il movimento finale, più mosso e interessante. Buon ascolto (e buona lettura!).

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4 Risposte

  1. amo la rete, per questo

    1. l’hashtag è una gran cosa, un’immensa enciclopedia…

  2. interessante! lo ascolterò senz’altro
    grazie bob*

  3. Caro Bob da tempo non mi è concesso di ascoltare con continuità e profonda concentrazione opere di classica o di rinverdire le mie grandi passioni che non sto ad elencare.Questo Mieg oltre alle tue dotte, sempre gradite, connessioni mi ha fatto pensare, anche riascoltandolo, a lontani echi di Britten e se me lo consenti anche a Classical di Prokofievv. Una figura sicuramente interessante: non credo di ricordare, in tempi recenti altri pittori o letterati dediti alla composizione impegnata. Ciao

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