Intermezzo

…A capo della fanteria c’era il tenente Zubarev. Prima della guerra aveva studiato canto al conservatorio. Certe volte la notte si avvicinava furtivo alle case dei tedeschi e intonava: «Non mi ridestare, alito di primavera» o l’aria di Lenskij.
Quando gli chiedevano perché si inerpicasse e cantasse sulle macerie a rischio della vita, Zubarev si limitava ad allargare le braccia. Forse voleva dimostrare non solo a se stesso e ai suoi compagni, ma anche al nemico, che chi distrugge deve comunque arrendersi alla bellezza della vita anche là dove il lezzo di cadavere ristagna giorno e notte.(da Vita e destino, di Vasilij Grossman, Adelphi, 2009, pag. 243)

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