O soave fanciulla (col cerchio)

De Chirico - Ettore e Andromacase non lo avete ancora fatto avete tempo fino a sabato alle 12 per visitare l’esposizione dedicata a Giorgio De Chirico ed ospitata nella sede dello Shenker Culture Club in Viale Matteotti 60, meno di 50 mt. da Piazza della Libertà (primo piano, ingresso gratuito). Trenta disegni rari, in mono o policromia, datati 1941-1976 e provenienti dalla collezione di Brasilia Pellegrinelli, tracciano una parabola “metafisica” dell’Autore, talora in chiave di rimeditazione creativa dei grandi capolavori su tela degli anni ’10. Ho potuto così ammirare, in una collocazione spaziosa e tranquilla, variazioni sui grandi archetipi di Oreste e Pilade, Ettore e Andromaca, nonché su Le Muse Inquietanti, I danzatori, e soprattutto il disegno Lo sgombero (1970) che costituisce una riproposizione curiosamente eteronima del celebre (e caro a Luigi Fontanella che lo cita nel suo ultimo Controfigura) Mistero e melanconia di una strada. Fanciulla con cerchio (1914). De Chirico - Lo sgomberoNominalmente l’attenzione sembra dunque spostarsi dalla misteriosa vicenda della fanciulla al “vano” e al suo contenuto, rispecchiandosi curiosamente in quanto avviene due anni dopo col disegno La malinconia, in cui le numerose suggestioni architettoniche e soggettive sono arricchite dal vano, questa volta inquadrato dal retro… Questa e altre riflessioni (ad esempio sulla provenienza della luce e la rappresentazione dell’elemento “fobico” acqua) mi sono state pórte da Ilona Catani che mi ha gentilmente accompagnato lungo la rassegna discutendo assieme a me con immaginifica competenza (la ringrazio molto per questo). La mostra, che era stata inaugurata il 12 novembre, termina sabato 30 e proseguirà nelle sedi di Roma e poi Torino (quindi gli amici di queste città sono avvertiti); in futuro sono in programma altre rassegne di arte novecentesca e contemporanea, un apporto niente affatto trascurabile in una città – la nostra – che presenta un tangibile e atavico deficit, strutturale e prima ancora psicologico, nel proporre la cultura più vicina al nostro tempo.

Qui una gallery di parte delle opere in mostra

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