seconda scuola sacrificale

per due mesi sono rimasto immerso in un libro che non potevo mancare. Si trattava della fatica letteraria (850 pagine ed oltre) di Alex Ross, critico musicale di punta del New Yorker e blogger di lunga militanza: un enorme compendio di musica del ventesimo secolo, che prende le mosse dalla premiere di Salome e si arresta nel salotto di John Adams. Il titolo del volume è Il resto è rumore, inversione amletica che è anche il titolo del suo famoso ex blog, trasformatosi in recipiente multimediale ad accompagnare il libro, mentre le daily entries di Ross sono ora raccolte in un nuovo spazio all’interno del dominio NewYorker.
Libro piacevole, che su anobii ho valutato con 3 stelle su 4. Motivo del mancato en plein? mi aspettavo di essere soverchiato dalla musica post 1950, che invece occupa solo poco più di un quarto del libro. Le motivazioni diffuse le trovate nella mia nota all’interno della scheda nella quale trovate anche i dati del libro, edito in Italia da Bompiani.
Spigolature a margine. Il libro provoca spontaneamente un movimento all’ascolto, la cui onda lunga non si è ancora esaurita in me. Sibelius e Britten, soprattutto. Ma anche Wozzeck o Moses und Aron. Ottima cosa. In questo senso il libro è vivificante e consigliabile senza condizioni. Meno importante ma ugualmente gustoso è il carico di aneddoti e sfaccettature del quotidiano che grazie a questa lettura ho appreso.
La considerazione forte che mi resta voltando l’ultima pagina è la conferma del pregiudizio sulla Seconda Scuola Viennese, sempre additata – coi suoi seguaci – a grande assassina della musica contemporanea, della sua sparizione nella testa e nel costume. In realtà mi sento di additare piuttosto il concettualismo, lo scientismo, la musica aleatoria e tutto quanto ha portato il procedimento a prevalere (ideologicamente e concretamente) sulla tessitura. Il "bisogno di semplicità" che la nuova musica classica (minimalista, mistica, contaminata, ….) sembra portare avanti non soddisfa tanto (o solo) una nostra innata ricerca di armonia, ma soprattutto riporta perentoriamente l’attenzione sul nudo dato musicale, espungendovi ogni tipo di filosofia comportamentale che non sia l’interpretazione del pentagramma.
Da leggere e rileggere.
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2 Risposte

  1. Uhm, mi pare una segnalazione di rilievo, lo cerco.
    Ciao.

  2. credo che in lingua inglese sia già disponibile la versione tascabile/economica…

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