accostamenti arditi

Quanta musica classica all’interno de Il Divo di Sorrentino! Ho riconosciuto Il gardellino, la Danse macabre, la Pavana di Fauré (tra l’altro nell’interpretazione che ascolto sempre anch’io, quella diretta da Charles Dutoit; questa invece è una versione superveloce, non priva di fascino, by Ashkenazy). Soprattutto molto Sibelius, vale a dire il Finale del Concerto per violino (mostruoso, qui, Oistrakh), e l’incipit della Seconda Sinfonia. Quest’ultimo è l’accostamento più ardito e affascinante: il calmo avvio in re maggiore utilizzato in piano sequenza con Riina e gli altri capi mafiosi nella gabbia/vetrata del maxiprocesso crea un ossimoro destinato a restare in mente.

Una Risposta

  1. Arditezze, davvero: quando Sibelius scriveva quelle note, oltre alla seconda del sommo Johannes, doveva aver davanti agli occhi le bellezze di Rapallo… Riina?

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