finire in Gloria

due parole, giacché per meno di un’ora è ancora il 150° compleanno di Puccini, da spendere per la Messa (cd. Messa di Gloria) ascoltata ieri al Comunale nella lettura di Giuseppe Lanzetta e dell’Orcafi insieme al Coro del Caricentro. Esecuzione, mi duole dirlo, non certo indimenticabile per brillantezza  o scelte interpretative, che tuttavia ha portato alla mia attenzione per la prima volta un lavoro giovanile (scoperto postumo, come sapete, nei primi anni 50) dotato di buone soluzioni (quasi bruckneriano in certi passaggi), anche se decisamente acerbo nel trattamento vocale e di alcuni strumenti. Credo inoltre che ci sia una quasi assoluta necessità (ieri non esaudita) del raddoppio degli archi, altrimenti impalpabili in rapporto al coro pieno.
M’incuriosisce molto il fatto che il concerto di ieri, dopo l’Agnus dei, sia terminato col da capo del Et vitam venturi saeculi, cioè l’ultima parte del Credo. Soluzione dovuta al fatto che l’Agnusfinisce in sordina, senza troppe possibilità di conferire un carattere solenne alla chiusa. Mentre così si termina in fortissimo. Chissà se qualche lettore può dirmi se questa soluzione, filologicamente alquanto bizzarra, è concertisticamente frequente…Nel porgervi gli auguri di Buone Feste, vi linko la pagina della Partitura e la versione lo-fi (da goear.com) dell’incisione Carreras/Prey/Scimone.

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6 Risposte

  1. Confesso di non aver mai ascoltato la Messa di Puccini, men che meno dal vivo.

    Un’occhiata alla partitura lascia immaginare che la ripresa del “Et vitam venturi seculi” (dal Credo, in realtà) sia resa plausibile dalla tonalità (DO) e dal tempo (andantino) che lo accumuna all’Agnus. Peraltro – sempre sulla carta e in astratto – mi sembra una scelta piuttosto discutibile.

  2. uh, è vero, che scivolata, sono le ultime parole del Credo. Mi correggo.

  3. Nella mia distrazione, non sapevo…peccato, ti avrei raggiunto e volentieri goduto dal vivo delle note e della tua sapienza sull’argomento. Buone Feste.

  4. Ti farò uno squillo, ma intanto auguri 🙂

  5. Approfitto di Puccini – mio mezzo paesano – per farti gli auguri.
    Sai qual’è stata la cosa più “ganza” che abbia visto in questo anno tutto dedicato a Giacomo?
    Le mura di Lucca – enormi, possenti, forti – su cui, con un gioco di luci e di ombre, appariva la gigante scritta “PUCCINI”.
    E basta.
    E attorno il silenzio di una notte stellata, quella del 22.
    Auguri tanti, sconosciuto compagno di fede nerazzurra!
    marilisa

  6. Due ascolti dal vivo, la prima con orchestra formata all’uopo in una chiesa piemontese di provincia e stessa soluzione “a effetto” che descrivi tu, la seconda con orchestra giovanile britannica (Yorkshire Youth Orchestra, se ricordo bene) e finale come da partitura.
    In sostanza, non ti sono d’aiuto. 🙂

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