La crudeltà di Lorin

D: Si è parlato dell’influenza di Schoenberg su Puccini, che udì a Firenze nel 1923 il Pierrot Lunaire…
R: Non mi pare che ci siano punti di contatto. Puccini era un grande compositore. Schoenberg un grande pensatore.Così Maazel intervistato da Leonetta Bentivoglio (La crudeltà di Puccini”, Repubblica di ieri, pag. 57)

Come a dire, con Eschilo: la giustizia è una dea che fugge i centocinquantenari.

Peraltro, la intervistatrice doveva e poteva correggere il tiro: ad esempio, l’inizio di Tu che di gel sei cinta è chiaramente “ispirato” da Le sacre du printemps (1916 – ascolta in particolare qui) di Stravinskij. Questo dimostra che Puccini ascoltava, rimuginava, legittimava ed elaborava la musica a lui contemporanea; in ciò dimostrandosi più aperto degli odierni addetti ai lavori.

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2 Risposte

  1. La capacità dei Grandi, in generale, è quella di farsi collettori degli impulsi raccolti e studiati, elaborarli a loro modo, e farne dei capolavori.
    Freud, secondo te, conosceva la musica di Grieg e la drammaturgia di Ibsen?
    Io, direi di sì.
    Ciao.

  2. chissà per quanto tempo ancora dovremo scontare l’idea romantica dell’artista solitario ed isolato … nella fattispecie: non basta sentire e suonare la musica della Turandot?

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