ich trage die Last des Glückes

ossia sostengo il peso della gioia. Tragicamente bello questo verso che Hofmannsthal mette in bocca ad Elektra. Credo che la gioia sia stata il sentimento di tutti gli astanti, anche stasera. Grazie agli amici eravamo edotti della eccezionalità tecnica dell’evento, ma ciò non ha impedito il massimo coinvolgimento. Davvero una esecuzione straordinaria, e si correva il rischio di incrociare gli occhi per seguire il gesto di Ozawa insieme all’andamento scenico. L’enfant terrible ha diretto con un gesto che è l’unico forse a poter essere paragonato con quello – inarrivabile – di “Calvin” (smile) Kleiber; e per la “sua” orchestra c’è una sola parola: lussureggiante. Ma anche attenta a trovare il giusto equilibrio coi cantanti, che spesso si trovano a cantare parecchi metri indietro rispetto al golfo mistico. Egualmente strepitose le due “sorelle De Atridis” (della Goerke confermiamo quanto di buono riportatoci, onoriamo anche Susan Bullock però); classe scenica e intelligenza vocale per l’icona Baltsa, adeguatezza del resto del cast. Robert Carsen riesce a convincere i fiorentini esibendo un allestimento nudo ma carico di senso, nel raccordarsi filologicamente alla matrice greca e nell’alternare il dinamismo portante delle coreute – che amplificano, enfatizzano, innalzano – con la staticità iconica: esatto il rilievo di Marilisa Lazzari sul compianto del Cristo slash Agamennone, e in generale la “sospensione” dei personaggi ogni volta che vengono portati a braccia dagli eutrofici e graziosi tricipiti delle dame. E tutto ciò senza neppure 4-5 tonnellate di capitelli! parafrasando Boulez, Zeffirellisme est mort? Si vedrà. Intanto, massaggiamo le braccia indolenzite dagli applausi, e registriamo un esito mirabolante, da cullare al calduccio della mente assieme alle cose più belle dello scorso aprile-maggio-giugno: Antigone, il primo atto di Valchiria, il Mandarino diretto da Jansons…
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6 Risposte

  1. Ho bissato ieri sera. Ero in prima fila, posto due. Sai che vuol dire ? Dietro a Ozawa. Posto regalato e quindi ben accetto. Felice di sentire “quasi solo ” l’orchestra e di vedere “quasi solo” Ozawa.
    Forse ci torno il 5.
    😉 Tuosk

  2. Ecco, da te Carsen porta Elektra, da noi, negli stessi giorni, Salome. Andrò una delle prossime sere. 🙂

  3. Dimenticavo: il Mandarino di Jansons era quello con la Sinfonica della Radio Bavarese? Era venuto l’anno scorso al Lingotto con il Mandarino ed è stato memorabile!

  4. Tuosk: io ero lo stangone in quinta fila sulla dx, ti ho vista! (ma ho realizzato dopo che eri tu – sarà per la prossima!)
    Io dopo l’exploit di ieri sera mi son deciso a prendermi una gallerietta anche per il Seiji sinfonico di venerdì. se ci sei fai un fischio.

    Chaton: proprio quello!! da saltare sulla sedia 🙂 la propria o anche su quelle accanto visto che il teatro era semideserto… ma tant’è

  5. Qui invece era tutto esaurito. E ti dirò di più: quella stessa sera, all’auditorium Rai, Barenboim suonava l’Imperatore. Quindi due sale esaurite e tutti con il rimpianto di non poter essere anche dall’altra parte. 😮
    Capisci i drammi di questa città? 😀

  6. fino a quando i drammi sono questi.. ben felice di vivere in tragedia! :-))

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