centerfold music

le belle addette ai lavori, se da un lato sono un piacere per gli occhi, dall’altro sono una conferma che la musica ha esaurito le sue risorse naturali, endogene, o per lo meno ha smesso di considerarle una fonte bastevole di attrattiva. Infatti, tra bella e musicista, su quale dei due vocaboli cade l’enfasi? Ovviamente sul primo.
Così il mio collega mi ha lasciato sulla scrivania dell’ufficio uno stralcio dal mensile LUNA di novembre 2007 – dal cui lancio evinco peraltro che l’età dell’oro delle donne è «dai 28 ai 48 anni». Segno che il sistema (mediatico ed extraconiugale) odierno privilegia l’argento.
Ecco dunque, da pagina 122 a 136, una affascinante parata di Donne di classica: «Sono le nuove signore del palcoscenico. Regine di charme. Talenti della nuova vague classica. Sono arpiste, violiniste, soprani e pianiste. Eleganti e con stile da vendere. Pronte a scrivere il domani della  musica. Con un tocco di femminilità».
La bella solista è ritratta con abito Ferrero o Tucci, Styling X Makeup Y Hair Z.
La bella e rampante manager ricorda come in gioventù i desideri si concentrassero sulle scarpe, in particolare un paio di sandali di un brand opportunamente (ed omofonicamente) evidenziato in rosso.
Ed il domani della musica l’ha già scritto: infatti nella sua playlist, tra Pollini e Spandau Ballet, campeggia una Quinta di Brahms (sic) diretta da Kleiber.
Intendiamoci: nessuno pretende che una bella donna si dipinga mustacchi in scena. Anzi, sfido chiunque a scansarsi se gliele tirano addosso. Ma c’è ancora molta strada da fare, anche nella cura del messaggio, perché l’accento si riequilbri dalla forma al contenuto. Ammesso che ci si stia lavorando…
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4 Risposte

  1. Perché l’accento si riequilibri dalla forma al contenuto ci vorrebbe una società meno frivola, meno maschilista, meno “l’apparenza-è-tutto”. Per società intendo uomini, ma anche donne che a questa mentalità si piegano.

    Studiando, l’altro giorno, ho letto uno stralcio della famosa “Vindication of the Rights of Women” di Mary Wollstonecraft (la protofemminista mamma di Mary Shelley). Diceva, scusate, donne, se vi tratto come esseri razionali, e non mi limito ad adulare le vostre “fascinating graces”.
    [Le femministe non mi stanno simpatiche, ma neanche quelle che si piegano. Perché è più colpa vostra – vostra di voi “maschi” – ma è anche colpa loro, se vengono mercificate e se si bada più alla forma che al contenuto.]

  2. Mi garberebbe non poco ascoltare la quinta di Brahms… 😐

  3. ti puoi rifare con il quintetto per pianoforte arrangiato per orchestra da Schönberg, il quale appunto soleva dire “ho creato la Quinta di Brahms”…

  4. *errata corrige: il quartetto con pianoforte n.1 in sol minore (Brahms, orch. Schönberg)

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