drammatico e interista

Penso che Tre sorelle di Čechov , cui ho assistito la sera d’Ognissanti, sia un dramma (formalmente trattasi di commedia) che necessita come l’aria di essere visto più ancora (forse prima) che letto. È mia usanza, accingendomi ad assistere ad uno spettacolo teatrale, infarinarmi con l’approccio libresco: beh, stavolta molti sottili collegamenti mi erano sfuggiti, tanto che li avevo conosciuti più dalla postfazione di Gerardo Guerrieri che dal testo…La compagnia diretta da Massimo Castri, che prima dello short stop fiorentino aveva fatto tappa per ben un mese all’Argentina di Roma, e sarà da mercoledì al Piccolo di Milano, ha perciò colmato un mio vuoto di percezione.
Il regista, leggo, crede molto – a mio avviso fondatamente – nella modernità di quest’opera. Tale concezione si riflette nel rispetto del testo e del linguaggio, ma anche in qualche ricamo linguistico o audace sforbiciata – ad esempio, la chiusa. Scene essenziali, fondali monocromatici e costumi uniformi (tutto opera di Maurizio Balò) ottengono lo scopo di sviare l’attenzione dall’esteriore, verso il  gioco dei personaggi, della loro incomunicabilità pressoché assoluta, della incapacità relazionale e dell’incoerenza progettuale – eccezion fatta per Nataša, arrogante e spietata ma vitale, che realizza il proprio cursus honorum e la frantumazione degli altri protagonisti.
Su tutto il bel cast campeggia la perfetta recitazione di Laura Pasetti (Maša), intensa ma mai impostata. Mi è piaciuto anche il Veršinin di Sergio Romano, il personaggio idealista ma sobrio, destinato ovviamente, come gli altri, a scivolare per forza di inerzia lungo il suo destino.
Come aveva accennato per lettera un appassionato romano di Repubblica, che lamentava ciò fosse dovuto alla acustica del teatro capitolino, gli attori sono amplificati da microfoni wireless discreti  – ma visibili da vicino. Certo è che oltre tre ore, e intense, sono tante perché la voce non cali. Quindi ciò non mi ha disturbato.

Curiosità. Dalle dolorose battute iniziali appare come Čechov fosse di fede nerazzurra ante litteram.
OL’GA: Nostro padre è morto esattamente un anno fa, lo stesso giorno, il cinque maggio

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