nemo propheta in patria

oltre che per calura (è la antivigilia di Ferragosto e siamo sui 35°C avviati) e per le scarpinate museali, lo sguardo è attapirato per la trascuratezza della tomba di Alban – ed Helene – Berg. Edera debordante e fiori avvizziti contrastano, oltre che col mio ego adorante, con l’attenzione con cui invece sono tenute le "residenze ultime" di Klimt, Otto Wagner, Kolo Moser, Grillparzer etc.
Del resto, in questa pagina del portale viennese, il creatore di Wozzeck e Lulu manco è citato! Shame!! Shame!!!

«Famoso nel mondo, lebbroso a Vienna», scrive Elias Canetti ricordando gli ultimi giorni dell’amico, morto a soli cinquant’anni per aver trascurato, e lasciato che si infettasse, la puntura di un sacrilego insetto estivo.
E non occorre essere ideologicamente foscoliani per constatare come il sepolcro sembri, a distanza di tre generazioni da quel 1935, confermare quell’impressione.

Pensiamoci noi a "riabilitarlo teleologicamente". Se passate da Vienna, portate un fiore, una poesia, un bel pensiero ad uno dei geni del novecento musicale.

Il cimitero – in tedesco, bellamente, Friedhof: "cortile della pace" – di Hietzing è di fatto adiacente all’ultima propaggine dei giardini dello Schönbrunn, e quindi è comodo abbinare le visite. Tra tante personalità culturali ivi sepolte, i melomani non mancheranno un omaggio ad Anton Dermota.

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2 Risposte

  1. Ciao Bob, leggo con interesse il resoconto della tua vacanza 🙂

  2. Dermota, grande maestro del passaggio.

    yours

    MAURO

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