ingerenze varie

alcune segnalazioni interessanti, musicali e non. Entrambe in qualche modo relative al tema "ingerenza".

L’ultima cosa che si può dire dei fiorentini è che manchi loro la creatività (almeno finché non ricoprono qualche carica).
Ecco dunque da Controradio, storica emittente fiorentina, l’iniziativa Uno straccio di laicità, che riprendo da City off ed auspico venga estesa a tappeto anche in altre città.

Due spazi interessanti, con taglio differente, trattano la musica classica da oltremanica, aggiungendosi così al "già alquanto definitivo" Overgrown path: sono i blogs di Igor Toronyi-Lalic (che oggi non vuole funzionare) e di Norman Lebrecht.
Mi sono ovviamente rss-abbottonato ad entrambi.
Lebrecht conduce una famosa rubrica sulla storica BBC Radio3, ed è spesso chiamato in causa nelle discussioni sulla musica classica, di respiro più o meno generale.
Da quanto leggo di recente, sta fronteggiando attacchi da parte di esponenti della musica pop. Popstars che firmano contratti milionari con EMI, diventando così "eredi spirituali" dei vari Horowitz, Richter, Pollini – come si legge nel post intitolato "leggete e piangete".
Popstars che partecipano con lui a dibattiti e accusano la classica di essere tediosa e composta da brani "troppo lunghi".
Insomma, tutto il mondo è paese.

Interessante considerare l’eccezione retorica che Lebrecht usa per argomentare una difesa.
Dice in sostanza che la classica non va a sindacare i contenuti degli altri generi, per renderli a lei più affini; mentre dall’altro lato è l’unico genere che subisce costanti attacchi di omologazione.
Avete mai sentito chiedere a Tiziano Ferro di usare maggiormente la forma-sonata?
Riferisce che ciò ha posto in difficoltà i contraddittori.
Bene. Però questo impianto di difesa può valere in Inghilterra, dove i concerti di classica fanno sempre sold-out.
Meno in Italia, dove senza Verdi ovver Puccini, sono vuoti i cadreghini (autocit.). E dunque gli addetti ai lavori vanno a questionare ed a questionarsi dove stanno sbagliando.
Insomma, tutto il mondo non è paese.

Con queste riflessioni vi auguro buon weekend e mi avvio alla Fiera dell’antiquariato, ove, per la mia vetustà, spero mi lascino poi uscire.

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3 Risposte

  1. oooh, che bello la fiera dell’antiquariato!!! pure io!!! pure io!!!

    (ma se, tipo, domattina presto prendo un treno e ci vengo pure io e poi domani sera prendo un altro treno e torno qua?)

    [*la portano via in camicia di forza*]

  2. interessantissimi i tuoi links, ci farò presto un salto

    “anche nel numero 2 dell’ op. 90, il mio preferito – una danza in assenza di gravità”
    meraviglioso, non ci sono parole
    anche se, a dire il vero, per quanto riguarda tutto Schubert ho una vera adorazione per Radu Lupu, ma non c’è proprio nulla su YouTube, sigh…

    buona domenica!
    L.

  3. Nulla da eccepire. Una difesa che effettivamente non fa una piega, ma che dimostra ancora una volta che è inutile discutere con gente che considera la musica un modo come un’altro per far soldi.

    Forse una delle cose che si possono criticare alla classica contemporanea è la sua distanza con il pubblico pagante. Ma tutta l’arte oramai è distante dal pubblico e visto la decandenza mentale di quest’ultimo non si può certo fargliene una colpa…

    “e ti scooorderaai di meee”.

    yours

    MAURO

    PS: bella l’idea di riprendere la forma sonata! A mio avviso, tempo 2 anni, gli arrangiatori e compositori la utilizzeranno per dare una parvenza elitaria a canzonette pop. Allora si che avremo toccato il fondo….

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