la double vie de GioVit

Giovanni Vitali, notoriamente, è infaticabile musicologo.
Fino a poco fa mi era sfuggito che fosse anche un highlander.
Tra il 1632 e il 1692 era infatti attivo a Bologna col nome di Giovanni Battista Vitali, evidentemente simulando un accento da ragasól.
Ha composto quattordici numeri d’opera tra cui, soprattutto, molte sonate a tre.
Pur facendosi esponente, secondo manuale, di un indirizzo "austero", ha saputo brillantemente mediare tra rigore formale e freschezza delle invenzioni tematiche. Con risultati al mio orecchio davvero notevoli, perfino se rapportati a calibri più grossi del panorama musicale.
Tempo fa ho ascoltato un suo capriccio detto "il Molza", contenuto in un cd Divox allegato al numero 58 della rivista Audiophile Sound, e verosimilmente ispirato da un qualche componimento del poeta modenese che parecchio influsso ebbe sul panorama letterario felsineo.
Adesso finalmente la Miriam mi ha omaggiato del suo cd Intorno alla Sonata a Tre.
Splendido. Anche perché registrato benissimo, per giunta nella Chiesa di Orsanmichele a me adusa per ragioni di servizio. E dire che noi incancheriamo quotidianamente contro il suo riverbero…. ah, cosa può fare un buon posizionamento di microfoni!!
Il cd – che prosegue coi più famosi Couperin, Purcell, Corelli, Vivaldi – si apre con due bellissime sonate del Nostro Giovanni: "la Pallavicini" e "la Guidoni".
Già pensavo a procaci, focose nobildonne dedicatarie, sedotte nei loro baldacchini petroniani e passionalmente remunerate con immortali dialettiche di Grave ed Allegro. Stavo quindi per recarmi sul blog (che del resto si chiama "Tanti affetti") a chieder conto degli altarini!!
Ho poi appreso che Carlo Pallavicini e Guidoni erano noti compositori e virtuosi dell’epoca, quindi il femminile – almeno spero! – si riferisce alla Sonata stessa.

Vi consiglio, e spassionatamente, il cd di Miriam, che potete richiedere direttamente da qui

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3 Risposte

  1. tra pochi secondi “la Guidoni” sarà disponibile sul radioblog!

  2. Sciorbole!
    E io che pensavo di aver inviato soltanto olive ascolane a Gioachino Rossini, come risulta da alcune lettere del pesarese…

  3. Buon posizionamento dei microfoni, buon numero di microfoni che coprono l’intera compagine senza il bisogno di panoramici ad alto volume, due panoramici a breve distanza per la sola immagine sonora e un riverbero contenuto. Due prove e se non basta si aggiungono alcuni pannelli fonoassorbenti.

    Oramai anche un capannone può fungere da cattedrale, figurati la mitica Orsanmichele!

    😉

    yours

    MAURO

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