il libro perfetto

Tranquilli, non è un pretesto per tornare sulla mia opera prima.
È che venerdì Cvetaeva, sulla base di una mia mera suggestione («ah, come sarebbe bello se trovassi…») è andata a scovare una copia di questo libro raro che, tra tante antologie, raccoglie tutte le poesie di Costantinos Kavafis (Acquaviva edizioni).
Dopo aver girato conclamate librerie, e sopportato saccenti commessi che ne spergiuravano l’inesistenza o l’esaurimento, l’ho salutata per andare in ufficio. Un’ora, e se ne arriva con questo pargoletto bianco cartonato, che a quanto mi dice se ne stava su un banco da Feltrinelli, con qualche ditata in copertina di chi lo ha palpeggiato ma poi scartato («…Favakis?!»).
L’importanza di questo libro è grande. Per il sottoscritto è incalcolabile. Ne traggo un certo godimento anche solo osservando la copertina. Ma soprattutto al pensiero di avere sottomano l’intero lascito di quello che senza dubbi di sorta ritengo il più grande poeta novecentesco. Capace di filtrare come nessuno scienza ed esistenza, individuo e mito.
C’è un paio di errorini di stampa (pubblicare un libro rende paranoici), e forse qualche traduzione è meno potente di altre che avevo già letto. Ma si tratta di nei di bellezza in un disegno illuminato.
Per me questo libro è, ad oggi, il libro perfetto.
Se lo volete anche voi, consiglio di bazzicare il circuito F. per trovarne una copia, o meglio ancora di scrivere alla casa editrice, via sito.

Chiudo dicendo che oggi spero proprio di tornare in tempo per salutare Gardenia nella sua sortita fiorentina [incontro rinviato].

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13 Risposte

  1. Quella seguente è un frammento di Itaca con traduzione a mio avviso fenomenale:

    Itaca

    Itaca tieni sempre nella mente.
    La tua sorte ti segna quell’approdo.
    Ma non precipitare il tuo viaggio.
    Meglio che duri molti anni, che vecchio
    tu finalmente attracchi all’isoletta;
    ricco di quanto guadagnasti in via,
    senza aspettare che ti dia ricchezze.

    Itaca t’ha donato il bel viaggio.
    Senza di lei non ti mettevi in via.
    Nulla ha da darti più.

    E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.
    Reduce così saggio, così esperto,
    avrai capito che vuol dire un’Itaca.
    Da Itaca di Kavafis (traduzione di Filippo Maria Pontani)

    Io devo ringraziare Marino Sinibaldi e l’antica trasmissione “Lucifero” di radio3 che mi hanno fatto scoprire Costantino e fatto acquistare a suo tempo le sue poesie quando uscirono in edicola! Succedono anche queste cose.

    E’ davvero un grande autore.

    yours

    MAURO

  2. tra tutte, amo “La Satrapia” ed “I Troiani”. Ma anche la sezione delle poesie frammentarie o comunque “segrete” è clamorosa.

  3. …itaca…troiani…c’è niente su sparta, o almeno sulle termopili, per caso?

    (scherzo, abbiate pazienza, sono depressa…)

  4. ecco, vedi? è un segno: venerdì tutti al cinema a vedere 300!!!

    😀

  5. Pensavo “oggi tutti in libreria per kavafis”… 😉

    yours

    MAURO

  6. “Ne traggo un certo godimento anche solo osservando la copertina” .
    Sembra una frase tratta dal libro che hai consigliato a suo tempo, di Elias Canetti.
    Un po’ in ritardo, ma lo sto leggendo; per ora lo trovo magnifico.
    Ciao, Bob.

  7. forse “ci sono un paio di errorini di stampa”..ehhh

  8. forse ci sono un paio di errorrini di stampa :)))

  9. anonimo correttore (fiorentino: credo di sapere chi sei! ehhh), “un paio” è singolare 😉

  10. Ha ragione, però suona male.
    Comunque e purtroppo non sono di Firenze, posti molto più tristi.
    arrivederci.

  11. Non conosco il libro né il suo autore, ma sarebbe interessante leggere qualcosa..
    A proposito del godimento da copertina, anche tu annusi l’odore delle pagine di un libro prima di leggerlo? In tal caso, non mi sentirò l’unica esaurita a praticare il rito bizzarro.. Ma per me, “gustare” un libro con (quasi) tutti i sensi è importante :)!

  12. anonimo correttore non fiorentino: il tuo (ci diamo del tu?) ehhh mi suonava familiare, chiedo venia.
    Mi piace questa attenzione al suono, ma se avessi scritto “ci sono un paio” avrei avuto critiche opposte. Poi, toscaneggiando un po’, noi si pecca per eccesso al singolare (es.: Hai visto gli affitti a Firenze? C’è de’ prezzi…!)

    “Punta esclamativa”: per ora mi fermo al godimento visivo ma mi è parso di leggere in giro di “assaggiatori” a te consimili.
    Ti consiglio vivamente questo libro (e il suo autore). Soldini spesi bene.

    A rileggerti

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