la macchina del tempo

un bello spunto – e provocatorio – mi viene dalla entusiastica microrecensione che Giovanni fa dello spettacolo euripideo in scena alla Antella. Recensione, la sua, suffragata anche da buoni riscontri cartacei.
Le Baccanti è tragedia a me assai cara perché la portai alla maturità. Ora me ne ricordo quasi nulla: il greco è metallo che arrugginisce molto più del latino; eccezion fatta per un distico che accompagnava puntualmente, negli anni immediatamente successivi al liceo (per inciso, i più rovinosi per la mia famiglia), ogni regalo fatto a mio padre. «O padre, mi vergogno di vedere / che la vostra vecchiaia non ha senno». Quando si dice usare ironia nuotando in un fiume in piena.

Ma basta di ciò. Leggendo Giovanni, dalla penna sensibile ed avveduta, si nota come ricorrano concetti quali quelli di attualizzazione e significazione del messaggio.
Mi chiedo in parole povere, perché nell’opera lirica tutto questo sforzo non sia quasi mai criticamente riconosciuto ed avallato.
E sì, sto pensando a regia scenografia e costumi (dato che nell’opera il lavoro sul testo non è possibile, ma neanche negli altri campi è per me troppo desiderabile – infatti molti capolavori teatrali sono riusciti benissimo a coniugare ambientazione moderna e rispetto filologico).
Il punto è: come mai al regista teatrale viene criticamente concessa una libertà d’azione assai maggiore che a quello operistico?

Mi viene in mente una sola risposta: perché il tempo attuale degli ascoltatori coincide col tempo storico dell’opera.
O forse, il tempo ideale (e nostalgico): nelle vicende di certi personaggi si riconosce una attualità irrealizzabile, per cui essi divengono testimonianza di valori che siamo certi non esistano che nel passato.

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3 Risposte

  1. Una spiegazione più semplice e prosaica.
    Perchè la maggior parte dei critici musicali e degli spettatori che frequentano i teatri lirici non capiscono un cazzo.
    Tanto per usare una metafora.

  2. Ho cominciato a commentare e il commento fiume è divenuto post:

    http://mauroghilardini.splinder.com/post/11427547/L%27opera+%C3%A8+morta%3F

    Ciao e grazie della riflessione! 😉

    yours

    MAURO

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