Dante e gli sms

prolifica seduta ieri mattina alle prove di avvicinamento. Ho intrapreso la lettura integrale del Canto (senza declamazione, ero un po’ teso). Alcuni colleghi han fatto i complimenti per la voce e il regista Franco Palmieri – famoso anche per avere avuto una parte in un bellissimo film – mi ha detto che ho già un pochino di padronanza e dato preziose indicazioni su come affrontarlo:
– la musicalità ritmica del canto è preponderantemente sulla lettera E;
– renderlo meno drammatico. In fin dei conti i beati se la prendono con i sovrani trecenteschi, ma son pur sempre beati (quindi ad un certo punto che gliene frega??) e non predicatori di piazza. Questa indicazione è utile perché "salda" la prima parte, dotta ed ammirata, alla seconda, apparentemente più irata.
– non incaponirisi sulle molte trappole (inversioni del come/così; però che vuol dir perciò; ma che vuol dire anche se; etc. etc. etc.):  certamente un surplus di analisi nuoce alla musicalità ed alla chiarezza delle immagini (cfr. ad esempio il nitore della terzina vv. 19-21)

È stato molto bello anche ripercorrere, con le voci degli altri cantori, i canti di Cacciaguida, di Adamo, o – ritornando all’inferno – di Pier delle Vigne. E capire in molti casi l’attualità della Commedia.

Già, l’attualità. Ci pensavo più tardi, rincasando.
Prendete i vv. 133-135 del mio canto, in cui gli spiriti, sprezzanti contro Federico II, rapportano la sua pochezza alla circostanza che i suoi peccati andranno "stenografati" per poter stare tutti nel libro aperto del Giudizio Universale:

e a dare ad intender quanto è poco
la sua scrittura fian lettere mozze,
che noteranno molto in parvo loco.

Estrapolando la terzina dal contesto, non vi sembra un modo elegante e profetico di chiosare, con un poco di voluta superbia, la dilagante moda di scrivere dappertutto in modalità sms??

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4 Risposte

  1. ot martedì 20 c.m. ore 18 sarò alla melbookstore (ex messaggerie) di firenze a co-presentare “la signora della tempesta” (mursia) di donatello bellomo

    come sarebbe bello vedere te e gli amici qui in pagina fra il pubblico

  2. hai ragionissima: il patriarca della lingua italiana era pure un profeta, in fin dei conti 🙂

    ed hai ragione anche nel tuo commento da me, se non fosse che non sono propriamente uno di quelli che si ingozza di esempi illustri lo stesso pomeriggio che precede un concerto: d’altronde Ferras è una punta di diamante come raramente accade

    e onestamente, il giovane Kuusisto qualcosa di più lo poteva fare, Ferras o non Ferras…

    ciao e buona domenica!
    L.

  3. Ciao, son passata da qui. Complimenti per il blog.

  4. grazie, bob, tiaspettiamo, g***

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