‘a Yuri, facce Schnittke!

per quanto ci provi non riesco proprio a disgiungere il contenuto artistico della serata di ieri al Maggio – solista e direttore Yuri Bashmet – da una sensazione di occasione perduta.
Avevo atteso con impazienza, sin dal primo autunno, la possibilità di misurarmi con due big del virtuosismo solista. Dai due previsti concerti – totale tre ore circa – cosa ho ricavato? L’eclissi totale di Pletnev, e 15 (quindici) minuti di virtuosismo di Bashmet!
Trovo legittimo ambire alla direzione d’orchestra, supremo sbocco per chi ama la musica e quindi vuole comprenderla (etimologicamente, abbracciarla) il più possibile. Ma ciò non deve avvenire rinnegando i talenti individuali, e la loro essenza di testimonianza e trasmissione culturale.
Così ieri: una Linzer di Mozart della quale ho gradito solamente il meraviglioso Andante – nel quale l’orchestra si avventura felice attraverso un cielo sereno, improvvisamente solcato da inquietudini che lasciano solo presagire le pervasive costruzioni del dittico ultimo KV550/551. Il resto mancava di chiarezza, compreso l’altrettanto interessante Finale, con quel tema in misteriosa modulazione che anticipa Quarta ed Ottava beethoveniane, e che invece è affogato nell’indistinto. Come del resto l’Italiana della seconda parte, compreso Saltarello al bromuro, pur dopo una promettente feralità iniziale.

L’attesa parte solistica di Bashmet, invece, ha annoverato l’Andante e Rondò ungherese di Weber nonché, come encore (neanche troppo richiesto, pubblico freddino), una Sarabanda di Bach, trascritta dalla suite BWV1007 per violoncello.
Tutto ovviamente esecutivamente piacevolmente perfetto.
Ma così estemporaneo, se uno prova solo a pensare ai capolavori dell’arte novecentesca di cui Bashmet è sublime esecutore – Bartók, Hindemith – o addirittura dedicatario – Schnittke, Kancheli!
Quale miglior maniera di gustarsi ed appacificarsi col Novecento se non tramite un suo enorme interprete a pochi metri da noi?
E invece niente. Velleità di "cucina sinfonica internazionale", spettacolo sonnolento, rientro a casa in tempo per il filmone delle 23 su sky.

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6 Risposte

  1. Cos’ho mai fatto di eccezzionale per essere definito “mito vivente”? (non che mi dispiaccia, eh 😉 giusto per sapere).

    Un saluto

    Aydilber

  2. Un’aliena violinista è stata qui.. 🙂

  3. @aydilber: mica è facile azzeccare un Grieg-header al volo!

    @violinistaliena: grazie, sono appena passato da te per ricambiare…

  4. Eh già, ho fiutato aria di Musica e mi sono precipitata, non capita quasi mai nel variegato e spesso desolante panorama della rete..
    Musicista anche tu, o “soltanto” uditore :)?

  5. P.S.: mi sono permessa di “rubarti” qualche link..Spero non ti dispiaccia!

  6. chiamerò il mio avvocato 😉

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