il palazzo è mio!!

ovvero come, per le ennesime ragioni meramente commerciali, si attua un tradimento del dettaglio storico nonché un depauperamento della immagine del sottoscritto.
Chi passeggi per via Tornabuoni giungendo da Santa Trinita avrà notato come il bellissimo Palazzo all’angolo con via Strozzi, a mano destra immediatamente dopo il semaforo, sia oggetto di una imponente ristrutturazione. Terminato, appunto, il lato Strozzi (che ai tempi dei tempi ospitava la Banca Commerciale), ora è la volta del lato Tornabuoni. Sul quale i lavori sono coperti da un megapannello recante il disegno a lavori ultimati. E le cui impalcature nascondono un bel po’ l’antico negozio noto come i’ Procacci – grazie al quale posso darvi l’esatta posizione su GoogleMaps
Il nuovo, splendido complesso abitativo, immagino non proprio alla portata di tutti, recherà il nome di "Palazzo Tornabuoni".
C’è un problema però. Il Palazzo si chiama Palazzo Corsi. Fa angolo anche con via dei Corsi (lato posteriore), e da quando era piccolo (1500 circa) lo abbiamo regolarmente acquistato dai Tornabuoni con ricevuta. E lo abbiamo pure trattato bene, facendone per decenni un centro focale della cultura cittadina.
Anche dal punto di vista musicale la circostanza è meritevole di considerazione, dato che proprio qui il buon Iacopo Corsi, valente musicista, fece rappresentare, per il Carnevale dell’anno domini 1597, la Dafne – antecedente di quella che 3 anni e mezzo più tardi sarà la prima opera propriamente detta.
Ma quel che è peggio: come farò, adesso, a dire alle straniere, additando il palazzo: Dimmi di sì e un giorno tutto questo sarà tuo? Dovrò ripiegare su quello di riserva, in Santa Croce: ammetterete con me che la attrattiva è lievemente minore.

Ora torno serio. Non riesco a capire come, in nome del fatturato (un richiamo ad una delle più belle vie della città "fa più fico"), si arrivi perfino a distorcere a piacimento storia e tradizioni. Non incolpo tanto la venture commerciale, che fa il suo interesse, quanto le autorità locali che, dopo aver permesso la sostanziale trasformazione del centro di Firenze in un’entità completamente deterritorializzata, tra superlusso alta moda e pizzerie a taglio, dovrebbero almeno vigilare sulla corretta toponomastica.
Per cui, Corsi e ricorsi di tutto il mondo, uniamoci e cerchiamo perlomeno di tornare alla denominazione forse più corretta, che affianca le casate; come l’illustre Prof. Gurrieri ha esplicato già nel titolo di una sua monografia del 1992. Proprio lui proverò a coinvolgere perché possa portare il problema all’attenzione che merita.

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8 Risposte

  1. L’anno della rappresentazione di quella Dafne, in casa Corsi, credo sia il 1598. Almeno i testi che ho consultato non fanno nessun cenno ad altre rappresentazioni precedenti.

    Luca

  2. io sono andato a naso sulla bozza di Wikipedia che ho linkato, ora controllo… grazie.

  3. allora, carissimo Luca, come si suol dire “tra i due litiganti”… ti riporto in correzione sul post ed in grassetto la data come riportata da Paolo Fabbri, La nascita dell’opera in musica, pagina 381 del I volume della (bellissima) Enciclopedia della musica Einaudi/Sole 24h.
    Grazie del tuo commento che mi ha permesso di correggere un “errore di casato”!
    Blogger: bobregular

  4. per precisare ulteriormente, la Dafne ha avuto più revisioni e rappresentazioni, per lo più private, ed è incerto quale sia stata la prima. Si è combattuti tra inverni e carnevali.

    http://www.delteatro.it/hdoc/result_opera.asp?idopera=1921

  5. Quell’enciclopedia diretta da Nattiez è davvero favolosa si! E poi dedica a temi importanti e sempre trascurati (musica contemporanea, etnomusicologia, musica di massa) libri interi!
    E’ stato un’acquisto indovinato (anzi è, visto che è una collezione in divenire).

    Tornando a bomba ai tuoi beni (con i complimenti, fra parentesi…), non so se sia legalmente possibile un cambio siffatto. Vero che la toponomastica è sotto l’egida dell’anagrafe comunale, la quale può variare nomi e numerazione civica (attraverso attribuzione con delibera di Giunta), ma non credo che i palazzi storici non posseggano tutele di sorta, nemmeno sul loro nome.

    Insomma le belle arti qui hanno bloccato per anni costruzioni di case perchè passavano su antiche case abbandonate! Sarebbe assurdo!

    Certo… poi allargo la visuale della mappa di google e scopro che quella magnifica città da te linkata è in Italia… e tutto cambia…

    Facci sapere come va a finire!
    Intanto appena puoi riesci a farci avere l’elenco compilato dal tuo Leporello di fiducia di quante straniere ai addescato?

    Un inchino.

    yours

    MAURO

    😉

  6. Errata corridge:

    – bloccato per anni costruzioni di strade!

    – HAI addescato (maledetta fretta!)

    yours

    MAURO

    PS: Ah, non pensare che io volessi per forza le strade! Sono un fotografo dilettante di abandoned places, figurati! 😉

  7. Sì in effetti l’ambito privato e la pubblicazione mai avvenuta rende tutto più difficile. Capisco perchè qualcuno salta direttamente all’Euridice senza farsi tanti problemi. 🙂

    Luca

  8. > Ma quel che è peggio: come farò, adesso, a dire alle straniere, additando il palazzo: Dimmi di sì e un giorno tutto questo sarà tuo?

    Diletto Bob, basta farmi la domanda, io ti rispondo di sì, palazzi o no. 😀

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