Humoreske per violino solo

la settimana scorsa ho ricevuto un estemporaneo e assai gradito invito a pranzo da una violinista che abita a 300 metri dal mio ufficio. Ha una famiglia simpaticissima ed un gatto chilometrico, che mi ha studiato per mezz’ora ma che – dicono – alla fine abbia dato il  placet alla mia presenza.
Il clou è stato quando dietro ad una montagna di pasta al sugo, l’allegra tavolata ha cominciato a sparare battute sui violisti.
Eh sì, perché tra gli strumentisti, come in ogni famiglia che si rispetti, ci sono ataviche rivalità. Lungi dal dialogare amorevolmente come nella Sinfonia Concertante, violinisti e violisti, più o meno con simpatia, si sfottono.
Bob, sai che differenza c’è tra un violista ed una lavatrice? Che la lavatrice vibra, ed almeno ogni tanto tira fuori qualcosa di pulito.
E tra una violista ed una "lucciola"? Che la lucciola conosce varie posizioni, la violista una sola!
Io, che non posso mai stare zitto, ho ricordato l’aneddoto per cui, durante una prova, quel famoso direttore – non ricordo più chi fosse – apostrofò così i violisti: «Dalle mie parti si dice "4 viole fanno un mazzo": voi siete in 8 e non fate un c****!!».

Ovviamente lo spazio è a disposizione dei violisti per il sacrosanto, e possibilmente carnascialesco, diritto di replica. Ero indeciso se subordinarlo ad un invito a pranzo da parte di una rappresentante della categoria, ma visto che da venerdì 9 Marzo si esibisce a Firenze il Principe della viola, dichiaro il giubileo e non pongo condizioni.

Chiudiamo questo post dedicato agli adoratori di Paganini segnalando che sul sito della violinista inglese Nicola Benedetti (he faints), che di recente si è esibita agli Amici, è online la partitura della Meditation dalla Thaïs di Jules Massenet. Splendido brano, sigla di RAI Notte, mirabilmente ascoltato a suo tempo dal violino di Pietro Horvàth.

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2 Risposte

  1. Come vincita per aver indovinato compositore e opera nella quale ho pescato a piene mani, ti ho promesso dalle mie parti un commento (già, che culo…), ma ho poco da dire su questo post se non che mi sono davvero divertito! Bellissimo l’aneddeto del mazzo!!! AHAHAHAH..

    Comunque fa specie che alla fine il “minimo” comun denominatore fra i musicisti è il cibo: mangiano(mo!) tutti da spavento!
    Una cena a casa mia prevede sempre un minimo di 300 gr. di pasta a testa!

    😉

    yours

    MAURO

  2. Dichiaro la mia ignoranza sull’argomento, mentre apprezzo le battute carnascialesche.
    In quanto alla Meditation è un brano stupendo, da pelle d’oca.
    L’ho sentito dal vivo suonato dal primo violino dell’orchestra del Verdi di Trieste: non so dare valutazioni tecniche, ma mi piacque tantissimo.

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