l’orecchio e la memoria

proseguendo il trend "megapersonaggi da mamma rai", ieri dalla Dandini c’era Vittorio Sermonti. Chapeau.
Al canto del conte Ugolino, però, ho cambiato canale perché lo so a memoria e non mi pareva che il suo, comunque benefico, dire apportasse sostanziali novità.
Tornato, l’ho sorpreso su questa frase: la poesia è tale solo se viene recitata. Difatti l’Anonimo del sublime dice: «Il sublime è situato nell’orecchio di chi ascolta».
Implicitamente, mi ha dato una bacchettata. «Bob, smetti di guardare Milan-Roma, perché non possiedi il canto finché non lo ascolti (da me, da Carmelo Bene, da Albertazzi, tutto [tranne Benigni, ndr] fa)».

Poco oltre, il Prof. ha sottolineato l’importanza dell’imparare a memoria i testi: quello che noi chiamiamo dire "a memoria" – ha detto – in Inghilterra si dice "by heart" e in Francia "par coeur". Perché introietta la parola in noi, e la rende organo, parte inscindibile.
[Già che c’era, avrebbe dovuto citare anche la probabile fonte di questa osservazione]

Comunque, come dire, sono stato assolto in secondo grado.
Ogni ascolto "provoca", ma l’ultimo passaggio è sempre in noi, con qualunque senso si preferisca approcciare la parola.
Infatti io odio leggere ad alta voce le mie parole, poetiche o meno: vorrei che fosse il lettore, autonomamente, ad indirizzarsi libero su esse, ed a accentarle, accentuarle, trattenerne il voluto.

E poi Prof. mi consenta, ma devo proprio, con immutata stima, dirglielo: quei tre versi suoi tre che ha letto ieri (tratti da qui) mi parevano un divertissement da salotto con amici.

Perfino la musica può essere goduta visivamente, attraverso la partitura.
L’Arte della fuga è probabilmente un monumento visivo prima ancora che acustico.
E mi vengono sempre in mente le parole di un grande uomo di musica, Rafael Kubelik. Un direttore – diceva – deve essere in grado di emozionarsi, ridere, piangere, attraverso la sola lettura della partitura.
Questa immagine di una monade in balia delle proprie emozioni, mentre il mondo è indifferente o perplesso, riassume perentoriamente l’approccio all’arte.

[Memoria memoria… dimenticavo di segnalarvi l’evento "goldoniano" di stasera].

Annunci

2 Risposte

  1. Ehm… con mia somma vergogna confesso di essermi addormentata dinanzi a Sermonti, di punto in bianco, come un neonato (colpa il pendolarismo, cui non mi sono ancora assuefatta) e di essermi svegliata solo alle parole “… poté il digiuno”.
    Un momento di defaillance può capitare, no?

  2. Un post ricchissimo di spunti, come sempre caro Bob.
    Riguardo ai direttori è proprio vero, conosco persone che sono in grado di sentire la partitura in modo “quasi reale”. In fondo tutti i musicisti (chi più chi meno) la leggono e la “sentono”, ma pochi la immaginano, la vivono.

    Pochi eletti naturalmente.
    Io non sono fra loro, naturalmente.
    In fondo io sono cantante, posso pure permettermi di non sapere le note.

    Si, si, Pavarotti naturalmente.

    yours

    MAURO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...