titolista offresi

[Volevo chiamare questo post quinzaine fratto tre: esiste un termine singolo per dire "cinquina" in francese?
Poi, mentre scrivevo, è emersa una questione più importante]

Quest’anno faccio parte della giuria popolarissima, anzi popolare (cit.) del XX° Premio Letterario "Chianti", e dunque dovrò leggere cinque libri in tre mesi circa. Fatica provvida per me, dato che mi sono pateticamente disabituato alla lettura metodica, continuativa, rilassata, concentrata.
I libri concorrenti sono di G.A. Bianchi, S. Bianchi, Di Natale, Pakravan, Salemi.

Dalla rassegna delle schede linkate evinco due considerazioni immediate.
La prima è assai positiva: i libri sembrano avere tutti un certo respiro. Storico, in un caso addirittura antropologico. Una certa, benefica, assertività.
La seconda invece è piuttosto amara, e corrobora impressioni di lungo termine.
Molto spesso non si presta la stessa attenzione al titolo del libro, rispetto al suo contenuto.
Eppure il titolo è ben più che il veicolo promozionale di un’opera artistica. Di fronte al lettore, ancora "bendato", attua la prima scaturigine sinestesica, spesso decisiva nell’accattivare, nel muovere a conoscenza.
Faccio sempre più frequente conoscenza con opere valide cui corrispondono titoli, a seconda dei casi: abusati; anonimi; affogàti nell’esterofilia; prevedibili.
Prendete questi cinque titoli. Non ce n’è uno intrigante. Solo uno si salva ai miei occhi, per la nobiltà del suo incarnato onomastico. Ma sono i miei, personalissimi, occhi.
Il primo titolo, addirittura, penalizza, con una palese rassomiglianza, un’opera che mi viene indicata come tra le più interessanti.

Ciò detto, il mio problema è opposto: produco migliaia di titoli creativi, di elegante e spiritosa fattura, senza che ad essi seguano opere (di rilievo), a causa della mia pigrizia.
Per cui invento testé una professione e mi offro a voi come consulente onomastico (titolista) per le vostre opere letterarie più disparate.
Satisfaction guaranteed. E prezzi popolari: in questa prima fase di lancio, il servizio è bookware (vi spiegherò poi di che si tratta).
Informazioni, richieste, spedizioni via email.

(intanto nel weekend inizio la lettura. Da quale cominciare? Boh)

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3 Risposte

  1. Finalmente si è svelato un giurato di un premio .. e chi si pede questa occasione? vogliamo tutti i particolari, i tentativi di corruzione, i falsi depistaggi, le offerte delle case editrici e poi… in quale luogo leggi i libri? in quale ore? con che stato d’animo, felice, tranquillo, arrabbiato… insomma .. il titolo -non originale e provvisorio del resoconto (a te la scelta!)- sarà : Il Giurato!
    :-))

  2. Meg, mi sa che se si mettono ad ammanicare con uno – oltretutto il più inutile – dei 300 giurati popolari, siamo proprio alla frutta!
    Per il resto, se mi riesce farò un grafico xls delle ore di lettura e degli stati d’animo.
    Potrei fare venti minuti di meditazione prima di ogni sessione di lettura, mi hai suggerito una buona idea. Ma se poi mi addormento? ;-))

  3. Beh, Bob, una persona potrebbe vivere di questo mestiere solo modificando il titolo delle romanze ed arie della Lirica 🙂
    Attendo le tue impressioni sui libri, un consiglio per una buona lettura è sempre gradito!
    Ciao 🙂

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