puntillismo hard

ieri, dalle venti in poi, è accaduto qualcosa di lodevole: Fabio Fazio ha incontrato niente meno che Maurizio Pollini, violando così la fascia protetta (secondo la comprovata identità classica-pornografia che potete sviscerare con questi post).
Intendiamoci: il Maestro era lì anche per presentare un suo cofanetto. Sperando di sbagliarmi, resto scettico su una chiamata spontanea della rete, penso che l’agente abbia avuto i suoi meriti.
Ma la conversazione – condita di ascolti brevissimi e fulminanti – puntava in alto. Elegante Pollini nel dire ai giovani di ricercare la qualità d’ascolto, evitando così ogni impasse che potesse nascere dal raffronto tra musica classica e leggera. A questo proposito mi ha divertito come, alla domanda sulla musica "popolare", Pollini si sia messo a parlare di Bartók e del suo lavoro di ricerca etnomusicologica: ineccepibile, ma quanto distante dalla trita idea corrente…. per me Fazio avrebbe voluto che si esprimesse su Tiziano Ferro!
Secondo manuale la citazione polliniana del Sacre du printemps, parlando di ricchezza ritmica; e suggestivo l’affresco di uno Chopin perennemente insoddisfatto di ciò che scriveva, dunque fonte di continua ricerca interpretativa.
Ma i momenti più belli e scabrosi sono stati due: il richiamo, pieno di candore, al fatto che «la televisione dovrebbe trasmettere musica» (applausi e oblio); soprattutto l’altrettanto candido tentativo di mettere in relazione silenzio e musica, parlando del puntillismo. A questa parola il conduttore si è incasinato come fosse di fronte al famoso moccolo mastelloniano. Musica contemporanea alle otto e mezza, ma siamo pazzi? passi questo peep-show chopiniano, ma quando è troppo è troppo! sipario e palla al (bravo) Paolo Rossi.

sto scherzando: grazie a Fazio, per pochi minuti si è avuta l’illusione di un servizio pubblico decente.
A breve l’intervista sarà disponibile nella sezione videoteca del sito di che tempo che fa.

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10 Risposte

  1. condivido tutto
    pare che l’ho scritto io
    un saluto
    passa a trovarmi
    vale

  2. Senza saperlo, siamo intervenuti sullo stesso argomento.
    Vedo che l’inaspettata presenza del Maestro Pollini ha spiazzato un po’ tutti.

  3. Pollini ha fatto una marchetta di lusso (i cd della DG) ma almeno ha tentato di dire qualcosa di interessante.
    Il problema è che personaggi del calibro di Pollini hanno bisogno di interlocutori perlomeno con un minimo di cognizione di causa: peccato che Fazio non capisca la differenza tra una scureggia e un notturno di Chopin !
    Fazio va bene per far la spalla a Rossi, infatti sono penosi entrambi…(la barzelletta su Vicenza, con poche variazioni la sapevo dalle elementari)
    Ciao
    DC

  4. la differenza è facile: i Notturni non sono sottotitolati!
    a parte questo, però, credo che sia Fazio a gestirsi il palinsesto, quindi diamo il merito, a Fazio, all’agente di Pollini (marchetta cd), alla tyche euripidea o quel che vuoi ma insomma il risultato è che abbiamo avuto un timido tentativo di risveglio dal “coma diuturno classico” di mamma rai!

    🙂

  5. Insomma marchetta per marchetta, meglio vedere Pollini che Christian De Sica. O no?
    Ciao 🙂

  6. Condivido.
    E poi la vera marchetta sarebbe stata parlare di Tiziano Ferro.
    Leggendo questo bellissimo post bob, mi è sovvenuto alla memoria il ricordo straordinario dell’intervista fatta a Very Victoria a Stefano Bollani, con tanto di improvvisazione al pianoforte del ballo del qua-qua in minore e ostinato ritmico, in stile free jazz.
    Straordinario anche lui (e certamente meno impacciato del nostro pianista preferito…)

    Yours

    MAURO

  7. UPDATE. Il video “Pollazio” (Pollini da Fazio) è ora disponibile a questo indirizzo.

  8. UPDATE. Il video “Pollazio” (Pollini da Fazio) è ora disponibile a questo indirizzo.

  9. mi accodo al ringraziamento a Fazio, uno dei pochissimi se non l’unico a proporre qualcosa di dignitoso in tv

    molto interessante l’intervista, nonostante io non sia mai stato un fan accanito di Pollini e delle sue interpretazioni

    buona giornata
    L.

  10. grazie Luca, e benvenuto.
    visto che ho la fortuna di avere la visita di un pianista, non resisto a chiederti un giudizio, in tema polliniano, su un disco tra i miei preferiti: i concerti per pianoforte (1 e 2) di Bartok (Chicago symph, Claudio Abbado).

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