requiem, rastrellamento, rivelazione

durante le vacanze mi è morto un altro cd. Forse per seguire idealmente il suo Compositore, dopo anni di onorato servizio è divenuto giallo come un limone, le scritte hanno cominciato ad assottigliarsi e l’audio si è messo a grattare senza possibilità di recupero. "Bene", stavolta si tratta di un titolo "fuori lista nera" (del resto il colore è assai più chiaro del classico "bronzing"), al quale per giunta ero molto affezionato.
Un po’ risentito con Frau Deutsche per tutto ciò, ho attuato una ritorsione dalle proporzioni similnazi (4:1), procurandomi l’intero cofanetto Clear or Cloudy, che raccoglie tutte le registrazioni DG delle musiche del Nostro.
Il box è interessantissimo e buona parte del suo secondo cd una vera e propria rivelazione. Sulla scorta di Lux aeterna, esso aggrega un gruppo di composizioni che riassumono al meglio una delle peculiarità stilistiche di Ligeti: la ricerca della spazialità.
L’immagine che mi si schiude in mente è quella dell’onda, circolare ed omnidirezionale, che fa seguito al sasso scagliato in acqua. Il suono pervade ogni spazio mentale dell’ascoltatore, e lo fa senza una vettorialità definita.
Questa tecnica compositiva, basata su microstrutture assai più sottili rispetto ai cosiddetti "minimalisti", occupa Ligeti nel corso degli anni ’60. Oltre alla citata composizione per coro, nascono capolavori come Lontano ed Atmospheres per grande orchestra, qui nella davvero superba interpretazione di Claudio Abbado, e lo sconvolgente Studio per organo n. 1 ("Harmonies"), che porta l’austero strumento non già ai suoi limiti ma quasi al superamento di se stesso, attraverso un tessuto sonoro uniforme e straniante, statico e polifonico insieme.
Da non mancare assolutamente.
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5 Risposte

  1. Le atmospheres di ligeti mi fanno sovvenire subito 2001 di kubrick.
    Sono unioni artistiche spaventose.
    lo stile grafico di stanley e la spazialità che tu richiami di Ligeti. E il cosmo, con il suo mistero, si apre.

    E poi dicono che la musica contemporanea uccide la vera musica.

    Tsk. Un cofanetto davvero splendido bob! Grazie della segnalazione!

    Yours

    MAURO

  2. un aneddoto ed una anticipazione.
    Sulla voce wiki che ho linkato si legge come Ligeti abbia intentato e vinto una causa conto Kubrick per avere senza il suo consenso “manipolato” la partitura di Atmospheres, forse inserendoci ulteriori strumenti, o effetti synth.

    Peraltro il thread “manipolazione” (ecco l’anticipazione) viene in rilievo anche in un film su cui mi sto accanendo di recente. E che, malauguratamente, fu interpretato come “la risposta sovietica a 2001”.
    Capito di che si tratta?
    Anche qui c’è un lavoro su una (sublime) partitura classica, ma esso si è svolto al riparo da querele dell’autore poiché… l’autore è morto nel 1750.
    Ri-capito di che si tratta?
    Tranquilli, ne parleremo, ed ascolteremo.

  3. Solaris.
    Anzi, lo straordinario Solaris se permetti.

    Uno dei miei film preferiti.
    Non vedo l’ora che tu ne parli

    Yours

    MAURO sloggato

    PS: la storia di kubrick proprio non la sapevo! Ha manipolato la partitura??!! azz…

  4. Oh sìsì, anch’io aspetto il post si Solaris 🙂

  5. Tra l’altro, magari lo sa chiunque, però se avete cd protetti da quell’infida spugnetta, levatela!
    Si attacca dopo un po’ al cd e rovina tutto…

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