nobiltà, clero, ed un grande individuo

Siate democratici nella vita, aristocratici nell’arte. Questo – leggo – era il motto di Arturo Toscanini, del quale martedì prossimo cade il cinquantenario dalla scomparsa. Chi era costui non devo certo spiegarvelo, spero proprio, e comunque credo non dovrete faticare troppo per rinfrescarvelo: ci saranno alcune iniziative teatrali e mediatiche, ca va sans dire. Verrà ricordato il suo Beethoven, che fuoriclasse contemporanei come Riccardo Muti indicano come uno dei dioscuri della storia della interpretazione (l’altro è quello di Furtwängler). Verrà rimarcato – ancora più giustamente, per me – il suo Verdi: ritengo che i suoi Otello e Falstaff siano ancora le incisioni più belle di queste opere ci si possa concedere. Il tutto ovviamente condito da dovizia di aneddoti e testimonianze sulla tempra e sulla coerenza ideale dell’uomo.
Credo che il grande direttore intendesse per aristocrazia l’essere furiosamente esigenti, la ricerca instancabile della perfezione, l’intransigenza del fatto artistico, che non ammette, dal punto di vista della sua creazione, bicchieri semipieni.
Non mi sono invece sfuggiti in questi giorni altri tipi – ben peggiori – di aristocrazia.
Il primo (notizia del 2 gennaio) è il musical "Divina Commedia" made in Vaticano (sic) ad opera di Monsignor Marco Frisinna. Si imporrebbero le solite considerazioni sulla collocazione in paradiso della classica ed all’inferno del rock; quest’ultimo da sempre oggetto di razzismo musicale, tanto che si rischia di essere ridondanti come qui sull’Unità. Piuttosto, si impongono due urgenti interrogativi di servizio: chi consuma smodatamente classica in vita ha diritto all’indulgenza? ed una volta giunto tra i beati, gli sarà lecito smoccolare di quando in quando e fare così un weekend infernale, allorché gli prendesse il disio di pogare al ritmo, che so, degli Slipknot?
Altra forma – più strisciante – di aristocrazia l’ho ravvisata in questo (consigliabile) libro che ho regalato a Cvetaeva per le feste. È un opuscolo lieve, ben condotto e sicuro di sé nell’indicare una discografia di riferimento (condivisibile), nozioni armoniche di base miste ad aneddoti (di chi?); le cose peggiorano quando si passa alla fatidica "pratica": si consiglia di procedere prima all’ascolto delle "danze" (tempi ternari in genere), poi delle "variazioni". Solo una volta comprese queste forme musicali si può passare alla forma-sonata, dunque alla sinfonia.
Dove è finito il lato spontaneo e cannibalistico dell’ascolto musicale? L’innamoramento tematico?
Pensate se prima di invaghirci di una persona dovessimo conoscerne i giorni fertili, le abitudini casalinghe, peggio ancora le esperienze precedenti. Cose utilissime alla convivenza, ma…santo cielo!
Ah, questa nobiltà. A quando il suo termidoro?

Chiudo con la riproposizione del bel sito multimediale segnalato da Elena: un esempio, questo sì, di come aristo- e democrazia possano convivere nella figura di un ottimo direttore quale Tilson Thomas.

Annunci

7 Risposte

  1. Rendiamo giustamente omaggio ad uno dei più grandi italiani mai esistiti.
    Nel campo dell’interpretazione musicale, la sua personalità, il suo rigore morale, il suo essere tutt’uno con la musica ne ha fatto un esempio difficilmente accostabile!
    Per avere un idea di come dirigeva Toscanini prendetevi i dischi meno conosciuti, per esempio il suo Falstaff del 1937 o le sinfonie di Beethoven nel ciclo NBC del 1939 e vi rendere conto della profondità dell’interpretazione del grande Maestro !
    Bravo Bob hai fatto bene a ricordarlo anche se occorrerebbe ben più di un post per parlarne.
    Saluti
    DC

  2. Concordo sulla valutazione del Falstaff, un po’ meno sull’Otello, a parte Valdengo, che resta il più grande Jago.
    Ciao!

  3. sono d’accordo. Credo di averlo scritto qua e là sul blog, sarebbe bello sostituire del Monaco a Vinay e la Freni alla Nelli, ma la importanza della interpretazione di Valdengo prevale su tutto…

  4. Mai sentito il falstaff di Toscanini. Chiedo venia. Possiedo quello di Karajan con Giuseppe Taddei,
    Rolando Panerai, Francisco Araiza,
    Janet Perry, Christa Ludwig. A me pare una delle migliori mai prodotte!

    Piuttosto, avete comprato il dvd di toscanini che prova Traviata, in vendita per amadeus circa tre mesi fa in edicola? Io ero tentato…

    A presto

    yours

    MAURO

  5. io ho l’audio cd (quello dei contrabbassi che sembran dei carri… :-))

  6. Ah, era un audio cd? Gli ho dato un’occhiata furtiva ai tempi, ma mi sembrava un dvd. Ops…

    Contrabbassi come carri? Mi sono fatto sfuggire un cd veramente bello!
    Azz

    grazie!

    yours

    MAURO

  7. è la frase famosa del Maestro quando riprende i contrabbassi provando “le zingarelle”…
    il cd è spiritoso ed altamente istruttivo, non so se la recente riproposizione è identica, fosse così è vivamente consigliata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...