dirigi una quinta qualsiasi

in questi giorni di lavoro forzato sulla parola, le mie attenzioni musicali, sviando dalla classica, si sono rivolte pressoché integralmente sul cofanetto integrale Battisti-Panella, la cui recente (ri)proposizione è stata accompagnata dalla immancabile querelle tra mogoliani (la maggioranza) e panelliani. Ne hanno parlato a suo tempo persino al telegiornale, con interventi di specialisti a nome Alfredo Biondi, Ottaviano del Turco etc.
Vedete che i politici servono a qualcosa?
A volte le canzoni di questi cinque album (zippati in tre cd) mi ricordano certi quartieri di Massa in cui anzitutto son state costruite le ville, trimalcioniche ed assolute nella collocazione; solo dopo, nell’evidenza del condono, ci sono state fatte passare le strade, con conseguente andamento di bismillah.
Non so se Panella effettivamente perseguisse «un disegno di insensatezza» (vedi intervista); le sue parole vanno lette come poesie, e le sue poesie vanno lette come poesie mainstream, cioè come si fanno ora (se non sei il sottoscritto): contratte e giocate in una monadologia di arditi accostamenti e immagini fulminee.
Arrangiare questo tipo di parola compiuta con eccellenza strumentale non credo sia cosa semplice. Mi viene in mente il dubbio di come questo vincolo di interdipendenza tra parola e musica possa essere stato alla base del mio "integralismo sinfonico" che è durato qualche anno.
Con una bieca formula quantitativa, esprimo l’opinione che il risultato sia stato raggiunto al 40%: con due album – L’apparenza e soprattuto C.S.A.R – più che coi restanti. Ma, almeno in questi casi, è un connubio di altissimo livello. Sapiente, significante.

Video amatoriale ispirato da una delle canzoni più riuscite

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2 Risposte

  1. sposti tre vasi come le tre carte
    mi metti a parte di una confidenza
    senza vocali e senza consonanti

    Ti dirò che non ho neppure letto il tuo testo
    a me questo disco di Battisti è piaciuto, nel suo tempo, quando è uscito.
    Me ne sono innamorata, credo..
    non si può mai esser certi dell’amore, comunque mi piaceva, avevo una 126, la mia prima auto, 1988
    sono andata a Faenza con essa, colonna sonora il disco di Battisti e Panella.
    L’auto si è immolata sulla Futa, per amore, solo per amore :)))
    Saluti grandi…

  2. vorrei sapere chi ha scritto questo post..
    a faenza sono andata anch’io (non dico solo per amore)
    purtroppo non ho ancora la 126
    e ora (a occhi chiusi, prima di leggere il commento) stavo per scrivere questo:

    ‘”Come all’aperto al chiuso
    Come al chiuso all’aperto
    Come il rubato abuso
    Di un sopruso offerto
    Come un gesto deciso
    Per quanto nasca incerto
    Come se fosse escluso
    Che con te mi diverto”
    Fu a me che lei lo disse
    O a lei che io l’ho detto’
    (l’apparenza 2006)

    che mi piace davvero molto,
    e inoltre l’avevo messo sul mio blog assieme al testo dell’apparenza ‘originale’ citato sopra..
    http://www.manipurcristina.splinder.com

    Ho scritto su bianco
    http://www.bianco.splinder.com una cosa se vorrai andare a vedere quando puoi, e avevo pensato a te per questo sono venuta qui, ti saluto..

    C.

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