necessità pianistiche

Nasce tutto da un film gradevole, ma forse non più di questo, di Marco Tullio Giordana.
Uno dei momenti migliori è senz’altro la musica dei titoli di coda, e scopro che si tratta del Contrapunctus XIV (la famosa Fuga a 3 soggetti, incompiuta), dall’Arte della Fuga BWV1080. Esegue, al pianoforte solista, Silvia Limongelli, musicista, docente e collaboratrice di Musica – dunque collega del nostro GioVit.
Mi bastano pochi secondi della rarefatta, lunare lettura, per convincermi della lacuna nella mia discoteca. Infatti, tra illustri clavicembali (Leonhardt) ed ensembles (Musica Antiqua Koeln ed Agalaia, sul cui raffronto vedi qui), tra l’organo-shocking di Glenn Gould e quello più diligente di Herbert Tachezi, mi mancava una versione per pianoforte solista!!
Preso fra due giganti della tastiera, Grigorj Sokolov e Tatjana Nikolaeva, ho scelto quest’ultima, evidentemente attratto da un "fil rouge muliebre" con quanto avevo ascoltato nel film. Sono stato ripagato con gli interessi.
L’approccio è profondo, il tocco cristallino, la nitidezza dei temi e degli sviluppi massima grazie all’uso consapevole dello staccato. L’agogica è caleidoscopica: animata spesso in soffi di vigore od antica eleganza; altre volte posata e meditabonda, quasi a volere significare necessità logica, imprescindibilità di ogni passaggio: per dirla hegelianamente, serena equivalenza di razionale e reale. E’ il caso – circolarmente – del contrappunto iniziale e dell’ultimo (il citato XIV); o dello splendido, austero e problematico contrapunctus XII inversus, che quasi riecheggia, nella sua salda ridondanza, la drammaticità storica in ogni tempo dello scisma tra ragione e fede.
Nel complesso, una escursione tra differenti altitudini che ricorda l’eccelso Richter del Clavicembalo ben temperato.
Quanto splendore il piano sa conferire a questo capolavoro!! ora lo so. Direi che una versione pianistica, accanto a quella per ensemble, è un must per tutti. E cresce il rammarico per il gran rifiuto di Gould a misurarsi compiutamente con esso sulla tastiera, deviando i primi contrappunti su un inconsueto – e cacofonico – organo. E restando ancora frammentario sul rimanente, rubato alle sessioni televisive; puntava i piedi, suppongo, sulla irriducibilità della partitura alle due mani – cioè sulla necessità di trasporre d’ottava alcuni passaggi. Cosa che peraltro gli altri grandi interpreti hanno fatto senza patemi, con ottimi esiti e soprattutto permettendoci di apprezzare la significanza dell’opera. Eppure anche lui ci restituisce una esemplare resa dell’ultimo contrappunto….Quandoque dormitat Glenn.
Il cofanetto della Nikolaeva contiene anche i due ricercari dell’Offerta musicale, nonché i duetti BWV 802-805.

[A proposito della Limongelli, leggete in questa pagina la polemica di Maggio 2003 per capire a che punto della notte è la classica…ed io che pagherei perché un esecutore live accompagnasse le mie ore di lavoro o studio o pranzo o riposo…!!]

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