circolo mistico elettrico

oltre agli acciacchi meteorologici di cui due post sotto, ci si è messo il trasloco con assenza di linea telefonica. Vi scrivo dalla mia nuova connessione 0,x kb/sec per farvi fare due risate pensando al bobregular (dalla nota motilità di una quercia secolare) che domenica scorsa si agitava – in ottima compagnia amicale – ballando cucurucucù paloma e voglio vederti danzare.
Tentato dalla possibilità di fare paragoni tra il buon Franco Battiato seduto sul suo tappeto, magari con barba lunga e narghilé, glossando con gesto direttoriale l’ORT durante le stranianti linee melodiche che buona parte di voi conosce ed apprezza, ed i LiederAbend dei secoli scorsi in cui i campioni del canto intrattenevano un salotto buono estatico, ho vinto la mia pigrizia e mi sono portato (anzi, fatto portare) alla Cittadella del Carnevale per assistere al di lui concerto.
E’ stata così, lodevolmente ma senza barba e fumo, solo la prima parte del concerto; la seconda è stata elettrica e trascinante, grazie ad un chitarrista (tale Davide, acclamatissimo) che ci è andato giù in stile RockTV. Totale: due ore filate di piacevolezza.
Bisogna dire che il nostro Franco è davvero un musicista attento e preparato che sa tenere le chiavi del cuore e dello spirito. Mi sono ritrovato a viaggiare a ritroso nel tempo fino al 1980, quando La Voce del Padrone era fresco fresco e mio padre aveva i biglietti omaggio per la Bussoladomani, così che già a dieci anni mi impressi in mente questo cerebrale personaggio. Il quale sembra accompagnare casualmente periodi importanti della mia riflessione esistenziale.
Lo amo anche perché, come me, gli tirano i reggiseni e lui rimane ascetico (o quasi). Ha detto alla fan "signorina, le è caduto qualcosa sul palco". smile.

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3 Risposte

  1. Straordinario Franco! A mio avviso il più importante musicista rock-pop che abbia calcato le scene italiane.

    Domanda a caldo: ha fatto qualcosa da quel sommo lavoro che è “cafè de la paix”?

    E bentornato naturalmente!

    Yours

    MAURO

  2. Bravissimo Battiato, anche nei periodi più enigmatici sia come testi che come musica.
    Welcome back 🙂

  3. grazie a tutti 🙂
    Mauro, altrettanto a caldo (e da non espertissimo) mi sembra di no. Tuttavia i riferimenti stimolanti non sono mancati: da De Andre’ a Leo Ferrer, ma soprattutto questo ROGER QUILTER: Come away, death – dai tre Shakespeare Songs dell’opera 20.

    Questo compositore a cavallo tra ottocento e novecento – dalla rinomanza inversamente proporzionale al talento, come lo ha definito FB – dovrebbe interessarti molto perché si è dedicato quasi esclusivamente alla “liederistica”.

    Ecco un disco di sue musiche per Hyperion
    http://www.hyperion-records.co.uk/details/66878.asp

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