pan-gea

Simon Rattle e il dvd con la Quinta di Mahler. Ovvero il debutto sul podio dei Berliner come direttore stabile (7  Settembre 2002). Per me, qualcosa da avere. Perché comprende una rarità, Asyla di Thomas Adès. Perché la gestualità di Rattle è notevole, forse anche esuberante, ma accattivante: in specie quella facciale. Potremmo costruire un Director Vitruvianus col gesto di C.Kleiber ed il volto di Rattle, ne verrebbe fuori qualcosa di molto interessante.
Ultimo ma non meno importante: grazie anche allo smalto dei Berliner, ma questa Quinta è valida. E strana. Effettistica? Direi piuttosto scrostata fino al mattone dalla ieraticità di molte versioni di riferimento. Ieraticità distinte tra loro, ma tutte molto riverenti nell’indagare una tonalità del sentimento: Bernstein, Abbado, Inbal… Qui invece si esegue una "Quinta virgola cinque": prepara alla Sesta. Con catastrofismi dinamici e contrazioni tematiche, e dove i momenti lirici – compreso il famoso Adagietto – appaiono quasi come una necessità da tollerare pazientemente, un ponte.
Insomma, un punto di vista che non mette tutti d’accordo – anche io continuo a preferire Inbal – ma che va ascoltato.
Si tratta di una pietanza (Mahler), su cui Rattle sta aggregando una linea interpretativa: su altri autori conservo le mie perplessità (vedi questa pagella).

Mentre scrivevo queste note, mi sono trovato telepaticamente a leggere l’intervento odierno di Pliable sulla sospettata importanza di firmare per una certa agenzia o un’altra onde bruciare le tappe. Pensando non tanto a sir Simon, ma a Gustavo Dudamel che ha suscitato una attenzione, improvvisa e altisonante nei termini, da parte della stampa, quale nessuno mai prima (esempio). Per dirne uno, non Repin, che  in Italia è passato eccome e che,anche se è un violinista e non un direttore, è giovane e spaventosamente bravo.
Già espressomi sulle nuove leve (ben vengano se meritano!!), però il retrogusto è che si stia realizzando quel monopolio od oligopolio, con necessaria e conseguente confusione dei ruoli, che l’altro ieri attecchì paro paro al gran proscenio pedatorio italico. Giova ricordare, proprio per la suddetta confusione, anche le ventilazioni monegasche che hanno attraversato l’Italia con folate periodiche, fino alla Scala.
Tutto il mondo è paese, comunque. E ahimé.

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6 Risposte

  1. Rattle è un direttore mai banale, anche se ha avuto più successo di quello che meritava. Fa cose interessanti in Haydn (creazione, sinfonie), oltre che in Mahler. gli ho sentito fare un interessante Mozart aereo e teso…
    Deve però rigorosamente astenersi (come del resto Abbado) da dirigere il Bach sacro che resta fuori della sua (poco) mistica portata…
    Bob, non paragonare però Inbal ad altri direttori del calibro di Bernstein, Abbado, ecc perchè siamo molti gradini sotto !!
    Ciao
    Duccio

  2. Bob, non paragonare però Inbal ad altri direttori del calibro di Bernstein, Abbado, ecc perchè siamo molti gradini sotto !!
    almeno per Quinta e Nona, dissento con clangore! 🙂

  3. Bob, oggi mi sembri un pò
    inbal..lato !!
    Ciao
    Duccio

  4. Inbal-lato! 🙂
    e invece chi adora Muti?? ;-)))
    applichiamo il taglio della mano??

    ciao buona giornata

  5. Non ho visto il film…
    Ho letto il libro e mi è piaciuto abbastanza…
    Noleggerò il film domani…Ti farò sapere…
    Un abbraccio

  6. Non ho visto “L’amore fatale”, ma ho letto il ilbro e mi è pieciuto abbastanza…
    Noleggerò il dvd domani…ti farò sapere!
    Un abbraccio

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