perché non possiamo non dirci siciliani

sono consapevole di esprimere una opinione non incontrastata, ma ho sempre provato un enorme piacere nel leggere le note di un uomo che sapeva fondere puntualità critica e preminenza emozionale. Un pochino come per force majeure cerca di fare il sottoscritto. La sua rubrica sul "Venerdì" era un appuntamento inderogabile, spesso meritevole di partecipazione a voi (qui per esempio). Il suo libro uno scrigno curativo che sto sorbendo da mesi a dosi infinitesimali. Ironia della sorte, ci saluta proprio di venerdì, il suo addio nella glossa su un compositore, Giacinto Scelsi (1905-1988), ove ci mostra come quando si ha penna si possa accarezzare la contemporanea, invogliarne alla conoscenza, scioglierne il tessuto connettivo di piombo che la isola dall’ascoltatore medio. RIP.

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Una Risposta

  1. Sai Roberto, fra tanti necrologi su blog letterari, alla fine il più bello è questo: breve e sentito. E lo dico spassionatamente, credimi.
    Bonne nuit.

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